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«Ennesimo aumento della Tari a Carrara e pasticcio sulle esenzioni»
Martinelli (archivio)

La stoccata di Martinelli all’amministrazione: «Penalizzate famiglie e imprese, mentre i ritardi sui cantieri pesano sui commercianti»

CARRARA – «Come avevamo previsto, l’amministrazione ha proposto l’ennesimo aumento delle tariffe sulla tassa di raccolta e smaltimento dei rifiuti (Tari)». Inizia con queste parole l’intervento del consigliere comunale del Movimento 5 Stelle ed ex-vicesindaco, Matteo Martinelli. «L’aumento di quest’anno va ad aggiungersi a quelli stabiliti dal 2022 in poi dalla giunta Arrighi senza soluzione di continuità, aumentando in modo considerevole la pressione fiscale sulle famiglie e sulle aziende. La delibera ha avuto tempi ristretti e la documentazione è stata messa a disposizione dei consiglieri con tempistiche irragionevoli, a giochi fatti, azzerando di fatto la possibilità di proporre qualsiasi modifica».

«Nel merito si rileva ancora una volta l’assenza di una politica forte di supporto alle utenze più deboli, fondamentale alla luce dell’aumento consistente del costo della vita che incide anche sui costi dei beni di prima necessità, erodendo il potere di acquisto delle famiglie. Invece tramite il regolamento si è preferito agevolare singole posizioni, tradendo in modo evidente la volontà di accontentare qualcuno in vista delle prossime elezioni».

«Sulle esenzioni per le attività commerciali danneggiate dai lavori su via Canal del Rio – prosegue Martinelli – le scelte fatte dalla giunta appaiono quantomeno singolari. È stata infatti revocata l’esenzione concessa nel 2025 per i mesi da maggio a ottobre perché la stessa amministrazione comunale ha iniziato i lavori in ritardo, solo a novembre, rispetto a quanto previsto. Quindi hanno intenzione di richiedere indietro la differenza, scaricando sulle imprese il peso del proprio ritardo e della propria negligenza. Ma non è finita qua: per il 2026 l’esenzione viene concessa solo per i mesi da gennaio a maggio, nonostante i lavori si siano protratti fino a luglio. Ancora una volta siamo di fronte ad un evidente pasticcio che si sarebbe potuto evitare se la minoranza fosse stata messa nelle condizioni di far valere le sue ragioni e correggere queste storture».

«La maggioranza, a fine Consiglio, va dritta senza spendere neppure una parola di circostanza per difendere le tariffe che si apprestava a votare, mostrando superficialità, ignoranza e scarsa considerazione delle istituzioni democratiche. L’amministrazione – conclude il consigliere – dopo aver trasformato la commissione bilancio in un mero votificio con la silenziosa complicità del Pd, ora completa il lavoro ignorando le più basilari regole di confronto e trasparenza anche in Consiglio».