marina di carrara
|Tisg, il Tribunale revoca lo scudo sugli armatori: svincolate le garanzie bancarie. L’azienda: «Avanti col piano»
Il giudice di Firenze riduce le tutele cautelari dopo il cambio di strategia del cantiere, ma conferma la protezione per i fornitori strategici dei megayacht in completamento
MARINA DI CARRARA – Nuovo e importante snodo giudiziario nella complessa vertenza di The Italian Sea Group (Tisg). Il Tribunale di Firenze – Sezione V Civile, nell’ambito del procedimento di concordato prenotativo ex art. 44 del Codice della Crisi d’Impresa, ha emesso un nuovo provvedimento con cui ha disposto la revoca parziale delle misure cautelari che erano state concesse d’urgenza (“inaudita altera parte”) lo scorso 6 luglio 2026. La decisione dei giudici fiorentini modifica l’impianto di protezione nei confronti dei clienti, ma ridefinisce le garanzie per la filiera dei fornitori essenziali per consentire al cantiere di Marina di Carrara di portare a termine le navi più redditizie.
Stop alla tutela verso gli armatori: svincolate le garanzie
Nel dettaglio, il Tribunale ha revocato le misure cautelari che vietavano agli armatori l’autotutela negoziale (ovvero la risoluzione dei contratti) e l’inibitoria sull’escussione delle garanzie bancarie, eliminando contestualmente il divieto di pagamento a carico dei garanti eventualmente escussi. La scelta dei giudici nasce dalla presa d’atto del recente cambio di rotta industriale del cantiere: poiché il nuovo Progetto di piano di ristrutturazione non prevede più la prosecuzione dei lavori sulla totalità dei megayacht in portafoglio, il Tribunale ha ritenuto che congelare i contratti e le fideiussioni di tutti gli armatori fosse ormai privo del requisito di “strumentalità” rispetto al piano di risanamento finale.
Salvagente per i fornitori strategici delle commesse in corso
Se da un lato cade lo scudo verso i grandi committenti, dall’altro il Tribunale ha confermato e modificato le misure cautelari a tutela della catena di fornitura. Per le sole commesse che Tisg intende portare a completamento – individuate come profittevoli nel piano – è stato disposto che i corrispettivi vengano pagati direttamente dal cantiere ai fornitori strategici impegnati nei lavori. Questa misura resterà valida (fatto salvo il diritto di credito delle società di factoring) fino al raggiungimento di accordi negoziali diretti con gli istituti di credito, garantendo così la continuità operativa per l’avanzamento dei lavori sulle imbarcazioni in fase finale di allestimento. Dall’azienda viene inoltre precisato che il provvedimento odierno non tocca le misure protettive generali gia confermate il 6 luglio, che restano pienamente efficaci.
La nota di Tisg: «Il piano industriale non cambia»
Nessun contraccolpo, secondo i vertici societari. Preso atto del verdetto del Tribunale di Firenze, Tisg ha fatto sapere attraverso una nota che proseguirà «con la massima tempestività nelle attività di predisposizione del piano di ristrutturazione secondo le linee guida già note e che non subiranno modifiche o variazioni mediante lo strumento di regolazione della crisi ritenuto più idoneo». Una presa di posizione che proietta ora tutta l’attenzione al tavolo istituzionale atteso prima di Ferragosto in Regione Toscana.


