disabilità
|Invalidità civile, gravi ritardi nelle procedure di revisione e di riconoscimento
Le segreterie apuane di Anmic, Epas e Snalv: «Siamo subissati dalle richieste di aiuto»
MASSA-CARRARA – «Ritardi allarmanti nelle procedure di riconoscimento e di revisione delle invalidità civili nella nostra provincia». A lamentare «una situazione che sta assumendo contorni preoccupanti e in molti casi rappresenta una violazione dei diritti delle persone con disabilità e dei loro familiari, che si vedono sospendere i benefici acquisiti con risvolti negativi sulla qualità della vita, tra cui quelli della legge 104 del 1992, il congedo straordinario o il diritto al contrassegno», sono le segreterie provinciali dell’Associazione nazionale mutilati e invalidi civili, l’Ente di patronato e assistenza sociale e il Sindacato nazionale autonomo lavoratori. Una sospensione quella dei diritti acquisiti dalle persone con disabilità, «che dura fino a quando l’Inps non emette il verbale di revisione post convocazione e visita, che spesso avviene mesi dopo la data di scadenza del verbale precedente – sottolineano Anmic, Epas e Snalv – innescando sia il mancato riconoscimento dei benefici da parte del datore di lavoro, che il rinnovo del contrassegno del parcheggio da parte di chi è preposto a farlo».
Le tre segreterie provinciali per voce di Roberto Pistone dicono «di essere subissate dalle richieste di aiuto – fa sapere il presidente Anmic Massa-Carrara, che aggiunge – i ritardi e il decadere della sussistenza dello stato di gravità che danno diritto ai benefici di legge, non comportano la perdita automatica di agevolazioni e permessi. Se l’Inps non convoca per la revisione, i diritti restano attivi fino alla conclusione dell’iter». Stando alle tre sigle accadrebbe di frequente che nei casi di rivedibilità, lcausa il carico di lavoro l’Inps non riesca a convocare per la visita di revisione o la comunichi diversi mesi dopo la data di scadenza. «Ciò è dovuto – sostiene Pistone – a seguito della riforma sulla disabilità che dalla scorsa primavera ha interessato anche la nostra provincia e che vede l’Inps quale unico soggetto accertatore dello stato di disabilità, sia sotto il profilo sanitario che per la valutazione multidimensionale finalizzata al progetto personalizzato. Mentre in precedenza le domande per il riconoscimento della disabilità e gli accertamenti sanitari erano effettuati dalle commissioni mediche Asl, con il medico Inps».
Anmic, Epas e Snalv, ricordano che «l’articolo 25 comma 6 bis del decreto legislativo 90 del 2014, dispone che nelle more della effettuazione delle eventuali visite di revisione e del relativo iter di verifica, i minorati civili e le persone con handicap in possesso di verbali in cui sia presente la rivedibilità, conservano tutti i diritti acquisiti in materia di benefici, prestazioni e agevolazioni di qualsiasi natura, in quanto la convocazione a visita è di competenza dell’Inps». Un tema che oltre a diretti interessati e Inps, coinvolge la pubblica amministrazione, datori e consulenti del lavoro, e chiunque abbia a che fare con invalidi e persone con disabilità. «Siamo a completa disposizione delle persone con disabilità e dei loro familiari – conclude Pistone – per fornire chiarimenti, supporto e se necessario per tutelarli nelle sedi opportune, così da evitare qualsiasi forma di discriminazione».


