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«Il futuro del porto di Carrara dipende dal nuovo piano regolatore portuale. Dal 2016 investiti nello scalo 110 milioni»

«Da quando c’è stata l’integrazione tra Marina di Carrara e La Spezia entrambi gli scali sono cresciuti. A gennaio l’allungamento della banchina Taliercio».

CARRARA – Il futuro del porto di Marina di Carrara dipenderà dal nuovo piano regolatore portuale. Lo sottolineano senza incertezze in occasione della conferenza stampa tenuta a un anno dall’insediamento del presidente dell’Autorità Portuale di Sistema del Mar Ligure Orientale Bruno Pisani, il presidente stesso e il responsabile dell’ufficio territoriale di Marina di Carrara Luca Perfetti. Il piano degli investimenti infatti è connesso in modo molto stretto al piano regolatore e per questo motivo fintanto non verrà approvato il nuovo piano, si potrà realizzare solo quanto previsto dal vecchio. Investimenti, quelli previsti dal vetusto piano regolatore come ricordano Pisano e Perfetti, che stanno concludendosi con l’ultimazione delle opere del water front. O meglio che termineranno con l’allungamento della banchina Taliercio, che entrerà in fase di avvio di lavori proprio con l’inizio del prossimo anno. E poi? Al fine di razionalizzare gli spazi interni del porto e far convivere anima commerciale, con anima nautica e anima turistica, il presidente, allontanando i sospetti di voler ampliare lo scalo e asserendo che si tratterebbe solo di una razionalizzazione interna, auspica lo sblocco del progetto del nuovo piano regolatore rimasto al momento incagliato sui banchi del Consiglio Superiore dei Lavori Pubblici. Ma ecco il punto fatto da entrambi. “Il Prp è fermo al Consiglio Superiore dei Lavori Pubblici – aggiorna sullo stato dell’arte Perfetti – hanno chiesto integrazioni e noi stiamo le stiamo predisponendo. Poi si è aperto anche un tavolo tecnico dove l’Autorità Portuale  partecipa insieme al Consiglio Superiore dei Lavori Pubblici per carcare di chiudere il piano regolatore nel più breve tempo possibile”. Perfetti lo ribadisce: “E’ fondamentale il prp per il porto di Marina di Carrara,  perché sappiamo che lo scalo non ha più spazi e deve essere razionalizzato. Il progetto prevede si collocare una parte turistica a ponente e la parte commerciale a levante”. Aggiorna ancora: “Stiamo andando avanti con il water front: dopo aver realizzato la passeggiata stiamo realizzando il lotto 1 e 2  e abbiamo posato il ponte ferroviario, poi poseremo il ponte stradale per  attivare infine il nuovo varco di accesso al porto che sarà in continuità con il viale Zaccagna e che permetterà di alleggerire il traffico pesante sul viale da Verrazzano e viale Colombo”. Sul traffico dello scalo portuale Perfetti evidenzia il trend positivo grazie alle scaglie dirette al porto di Genova: “C’è un incremento di traffico anche per le scaglie che servono per il basamento dei cassoni di Genova oltre ai moduli della Baker Hughes: il porto di Marina di Carrara è molto vivace. Le merci meno stanno in porto e meglio è, significa che il porto è efficiente e il nostro porto è piccolo ma molto efficiente perchè le navi sono imbarcate e sbarcate in poco. La differenza con il porto di La Spezia: a Spezia ci sono gli articoli 16 (L’Articolo 16 della Legge 84/94 regola le autorizzazioni per le operazioni portuali carico, scarico, deposito presso il porto di La Spezia. In sostanza sono gli operatori che gestiscono i terminal a gestire anche le operazioni di carico e scarico ndr) a Carrara c’è l’art 17 (L’articolo 17 della Legge 84/1994 disciplina la fornitura di lavoro portuale temporaneo, un servizio fondamentale nel Porto di Marina di Carrara per gestire i picchi di traffico e le esigenze operative dei terminalisti tramite agenzie o soggetti autorizzati ndr) che è  la cooperativa di lavori portuali  (Co.Se.Port ndr) che rende la manodopera nei picchi di lavoro: nel 2015 la cooperativa era ridotta ai minimi termini (15 dipendenti) ora è incrementata molto grazie alla sinergia con l’Autorità Portuale e con la formazione, così adesso la compagnia ha 33 dipendenti, più gli interinali  per arrivare nel complesso a una 50ina di persone. La prossima settimana ci sarà la gara per affidare il servizio nei prossimi 8 anni”. Entra ancor meglio nel dettaglio il presidente Pisano: “Abbiamo un piano degli investimenti legato e reso possibile dal vecchio piano regolatore  e poi abbiamo il piano di investimenti futuro legato al nuovo piano regolatore e che partirà nel momento in cui  avremo l’approvazione del nuovo piano regolatore. Per quanto riguarda il piano di investimenti del vecchio piano regolatore, in questo momento tutte le attività sono state avviate, concluse o programmate  in via di conclusione e quindi con il 2027 le andremo a concludere: la passeggiata del water front (l’ambito 4) è conclusa, l’ambito 1 e 2, lungomare e nuovo varco di accesso al porto, si concluderanno nell’estate 2027 ed è già parzialmente concluso su viale a mare davanti alla sede dell’Autorità Portuale di Sistema. Poi c’è tutta una serie di opere già avviate come la verticalizzazione della diga di accesso al porto, la costruzione della palazzina servizi da maggio, la modifica dell’ impianto di illuminazione led del porto (opere interne che all’esterno non si vedono), che  è stata possibile grazie a  investimenti per 77milioni negli ultimi anni. Dal 2016, anno dell’integrazione dei due scali, il piano complessivo di investimenti è stato di 110 milioni. Nel triennio precedente all’integrazione gli investimenti erano stati 1,8milioni. Il cambio di passo è evidente”. Conclude quindi rispetto al tema degli investimenti: “L’ultima opera che rimane da fare e che verrà avviata ad inizio 2027 è l’allungamento della banchina Taliercio perché previsto dal vecchio piano regolatore. Fatta quella abbiamo finito il piano del vecchio piano regolatore. Ecco perché ci stiamo impegnando per lo sblocco  dell’autorizzazione del nuovo piano regolatore che darà il via ad altre opere di ampliamento e di razionalizzazione del porto. Rispetto all’ampliamento – aggiunge Bruno Pisano – in realtà si tratta solo della costruzione di una banchina e di una diga  che la protegge, nulla di più, ma permette una serie di razionalizzazioni degli spazi che daranno risposte importanti alla portualità e al territorio di Carrara”. Il presidente dell’Autorità Portuale ha toccato infine il tema dei traghetti per le grandi isole e sulla possibile concorrenza dei grandi altri porti italiani vicini. “A Carrara – ha detto – abbiamo un servizio di eccellenza con Grendi collegato con la Sardegna e con i collegamenti con il nord Africa con cui abbiamo traffici consolidati. Il nuovo Piano regolatore portuale prevede che la banchina Taliercio, che si trova a ridosso della diga foranea, venga destinata alle crociere che sono in crescita, tanto che possono vedere coinvolta  tutta la portualità del nord Italia senza concorrenza ma solo con la ripartizione di traffico. Corciere e traghetti sarebbero una opportunità, poi ci sarà da capire quanto il territorio accetta : si tratta di realizzare strutture e predisporre servizi per accogliere le crociere e la città deve esser pronta a fornire a terra tutti questi servizi necessari”.