Logo
«Sanac a Erre Trading: il Governo archivia l’ipotesi nazionalizzazione»

«Per noi i settori strategici nazionali vanno nazionalizzati. Punto. Così come sta avvenendo in Inghilterra proprio in questi giorni, con il colosso British Steel ceh diventa pubblico, garantendo posti di lavoro e industria siderurgica del Paese».

MASSA-CARRARA – “In risposta all’ articolo sulla stampa dell’onorevole Alessandro Amorese (Fdi) (ne avevamo parlato qui) e conseguentemente alla chiusura della trattativa in Sanac, come Usb prendiamo parola – interviene il sindacato in merito all’annuncio della conclusione dei negoziati per l’acquisizione delle fabbriche Sanac da parte di Erre Trading – Da anni la nostra posizione sindacale è chiara, e crediamo che proprio questa chiarezza ci abbia negli anni portato allo straordinario risultato in termini di consenso che ha visto all’ ultime elezioni in Sanac vincere la nostra rappresentanza a Rsu. Per noi i settori strategici nazionali vanno nazionalizzati. Punto – sottolinea con forza Usb Sanac -Lo abbiamo sempre detto e lo diremo fino all’ ultimo giorno. Così come sta avvenendo in Inghilterra proprio in questi giorni, dove assistiamo alla nazionalizzazione del colosso British Steel, garantendo posti di lavoro e industria siderurgica del Paese. Ci lasciano quindi perplessi le dichiarazioni di chi si riempie la bocca di parole come sovranismo ma poi nei fatti preferisce evidentemente percorrere altre strade. Su Sanac continuiamo a pensare che la soluzione migliore rimanga – ribadisce ancora il sindacato assieme ai lavoratori della fabbrica – quella di riassorbire gli stabilimenti nel pacchetto Ilva e costruire un piano nazionale dell’ acciaio per il nostro Paese slegato dagli interessi dei privati. Tra l’altro ad oggi la partita su Taranto risulta ancora aperta, quindi una domanda ci sorge spontanea, non si poteva attendere la fine della trattativa a Taranto prima di proseguire sulla vertenza Sanac? Nei giorni scorsi – prosegue Usb – ci è stato comunicata la chiusura della trattativa con Erre Trading, la abbiamo letta. Rimangono legittimamente molti timori su questa manovra ma attendiamo ovviamente prima di dare qualsiasi giudizio in merito un incontro adeguato al Ministero in cui avere la possibilità di conoscere le garanzie sulle quali si basa questa acquisizione, che per noi sono ovviamente continuità lavorativa e posti di lavoro. Per questo oggi non stappiamo alcuna bottiglia di spumante, né ci sbilanciamo. La strada è ancora in salita. Constatiamo però con rammarico – conclude il sindacato – che la strada sovranista della nazionalizzazione sia stata messa da parte”.