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1° trimestre 2025-1° trimestre 2026, Cisl: «A Massa-Carrara segnali di rallentamento sul mercato del lavoro»

«E’ necessario rafforzare gli strumenti di accompagnamento, formazione e qualificazione; sostenere le imprese nei processi di stabilizzazione; promuovere politiche attive capaci di rilanciare l’occupazione; intervenire sui percorsi di ingresso».

MASSA-CARRARA – Secondo la lettura di Cisl Toscana Nord, nel confronto tra il primo trimestre 2025 e il primo trimestre 2026 (dati ARTI Regione Toscana), il territorio di Massa-Carrara mostra una dinamica occupazionale complessa, caratterizzata da elementi di stabilizzazione ma anche da segnali di rallentamento. I contratti attivati passano da 7.324 a 7.038, con una riduzione pari a –286 unità (–3,9%), un dato più pesante rispetto alla media regionale toscana (–2,98%). All’interno di questo quadro, evidenzia il sindacato, emerge un elemento di particolare rilievo: la crescita dei contratti a tempo indeterminato, che aumentano da 889 a 998 unità, segnando un incremento del +12,3%. Una variazione in netta controtendenza rispetto alla Toscana, fa notare Cisl, dove l’indeterminato cala del –2,6%. “Questo dato – commenta Cisl – conferma che, nonostante le difficoltà generali, le imprese del territorio mostrano una maggiore propensione alla stabilizzazione dei rapporti di lavoro, un segnale di fiducia che va valorizzato”. La sigla sindacale comunque avverte come parallelamente, si registri una contrazione significativa delle forme di lavoro più flessibili:
somministrazione –27,7%
lavoro occasionale –14,8%
lavoro domestico –15,2%
tirocini –18,4%
apprendistato –3,5%
“Queste tipologie – considera la Cisl -, che rappresentano spesso l’ingresso nel mercato del lavoro per giovani e lavoratori con competenze in evoluzione, mostrano una fragilità che merita attenzione. La riduzione dei tirocini e dell’apprendistato, in particolare, evidenzia un rallentamento nei percorsi formativi e nelle opportunità di primo accesso al lavoro”. Proseguendo nell’analisi la Cisl mette in evidenza un altro elemento: cresce in modo significativo il lavoro intermittente (+29,2%), segnale di una domanda di lavoro più variabile e legata a settori con attività non continuative. Secondo Cisl è un dato che conferma la trasformazione del mercato locale, sempre più caratterizzato da esigenze di flessibilità, ma che non compensa la riduzione delle altre forme contrattuali. “Nel complesso – conclude l’analisi Cisl -, Massa-Carrara presenta un quadro in cui i segnali positivi di stabilizzazione convivono con una contrazione delle forme di lavoro flessibile, che incide sul totale e rende il territorio più esposto rispetto alla media regionale. A ciò si aggiungono le specificità del territorio apuano, ciclicamente investito da crisi o ristrutturazioni nell’industria, nella grande distribuzione e nei servizi, che spesso si traducono in ridimensionamenti occupazionali e sostituzione di lavoro qualificato con occupazioni non qualificate e precarie”.
Il richiamo allo sciopero  – Toscano Industria
Una nota di Cisl Toscana Nord: “Questo quadro si inserisce in un contesto territoriale già segnato dalle tensioni emerse con lo sciopero dell’altro giorno in Toscano Industria, che ha evidenziato ancora una volta la necessità di affrontare con decisione le criticità strutturali del settore e di garantire tutele adeguate ai lavoratori coinvolti nei processi di riorganizzazione”. Come ha dichiarato Michele Folloni, Segretario Generale Cisl Toscana Nord: “Lo sciopero dimostra che il territorio non può più permettersi di subire passivamente crisi e ristrutturazioni. Serve un impegno vero per difendere l’occupazione, qualificare il lavoro e costruire percorsi di sviluppo che non lascino indietro nessuno”.
La posizione della Cisl Toscana Nord
Alla luce di questo scenario, la Cisl Toscana Nord ritiene necessario: “Rafforzare gli strumenti di accompagnamento, formazione e qualificazione; sostenere le imprese nei processi di stabilizzazione; promuovere politiche attive capaci di rilanciare l’occupazione; intervenire sui percorsi di ingresso nel mercato del lavoro, oggi in difficoltà; costruire politiche territoriali integrate che trasformino i segnali positivi in una crescita duratura, inclusiva e condivisa”.