era il 17 luglio 1988
|Farmoplant, 38 anni dopo: «Solo il 3% dei terreni risanato, falda contaminata e fondi insufficienti»
Isde, Legambiente e Arci: «Non basta più commemorare. Vogliamo un Registro Tumori, nuove centraline per l’aria e tempi certi per la bonifica della Zona Industriale Apuana»
MASSA-CARRARA – A trentotto anni dall’esplosione della Farmoplant, le associazioni Isde Medici per l’Ambiente, Legambiente Carrara e Legambiente Massa-Montignoso rilanciano un appello per la bonifica del territorio e denunciano i ritardi accumulati nel risanamento delle aree contaminate.
Secondo il comunicato firmato da Alberto Rutili, Mariapaola Antonioli e Francesco Rossi, il 22 giugno è scaduta l’ennesima proroga ministeriale per l’avvio dei lavori di bonifica della falda nelle aree Sin: il progetto esecutivo sarebbe ancora fermo in attesa di autorizzazioni e si profilerebbe una terza proroga. I finanziamenti iniziali — 25,5 milioni previsti dagli accordi di programma — sarebbero stati revocati, mentre le risorse successive (7,5 milioni più 12 milioni regionali) risulterebbero insufficienti per un intervento completo, bastando soltanto per il filtraggio delle acque di falda. Il progetto, inoltre, riguarderebbe unicamente il Sito di Interesse Nazionale e non le aree, definite «assai più estese», del Sito di Interesse Regionale. «A oggi, solo il 3% dei terreni risulta bonificato e la falda resta contaminata», afferma il comunicato.
Sul fronte sanitario, le associazioni citano il percorso partecipato Sintesi coordinato dal Cnr di Pisa e lo studio nazionale Sentieri dell’Istituto Superiore di Sanità, che evidenzierebbero a Massa e a Carrara «una mortalità per tumori superiore alla media nazionale». Nonostante le richieste avanzate da anni, non sarebbe ancora stato istituito un Registro Tumori dedicato alle aree Sin/Sir, «strumento indispensabile per monitorare l’impatto sanitario dell’inquinamento». Le associazioni segnalano inoltre la mancata risposta alla richiesta di nuove centraline per il monitoraggio della qualità dell’aria nelle zone più esposte, dal porto di Marina di Carrara alla Zona Industriale.
«Il 17 luglio non è solo un anniversario: è un richiamo alla responsabilità — si legge nel comunicato —. La sicurezza dei cittadini e dei lavoratori non può essere oggetto di slogan né di promesse elettorali». Le associazioni, che insieme ad Arci, Azione Cattolica, Libera, Acli e Agesci partecipano alla campagna nazionale In nome del popolo inquinato – Ecogiustizia subito, avanzano richieste precise: avvio immediato della bonifica della falda e dei terreni nella Zona Industriale Apuana; monitoraggio dei pozzi ancora utilizzati; nuove centraline per la qualità dell’aria; istituzione di un Registro Tumori dedicato; trasparenza, tempi certi e partecipazione reale della comunità.
«Solo così Massa e Carrara potranno uscire da una storia di inquinamento e ambiguità e costruire un futuro fondato sulla salute, sulla giustizia ambientale e su un territorio finalmente sicuro — concludono le associazioni —. Solo così la memoria sarà il presupposto per progetti di risanamento e non solo vuota commemorazione».


