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Cava Fornace, il comitato: «Mentre Plures distribuisce utili, il territorio attende ancora la chiusura»

«Il paradosso: le stesse forze politiche che hanno votato per la chiusura governano i Comuni che controllano la società. Scadenza Paur il 30 settembre»

MONTIGNOSO – Il comitato per la chiusura di Cava Fornace interviene dopo l’approvazione del bilancio 2025 della multiutility Plures Alia, che registra 2,2 miliardi di euro di ricavi e circa 70 milioni di utili, metà dei quali distribuiti ai soci — principalmente i Comuni di Firenze, Prato e Pistoia. Plures Spa è una società a capitale interamente pubblico che controlla indirettamente Programma Ambiente Apuane Spa (Paa), gestore della discarica di Cava Fornace. Solo negli ultimi cinque anni, secondo il comitato, gli utili del gruppo sarebbero stati circa 250 milioni di euro, «dei quali pressoché la metà distribuiti tramite dividendi ai Comuni soci».

Il comitato trae due conclusioni: «La prima, che non c’è bisogno di Cava Fornace operativa per avere utili che già ci sono; la seconda, che la società ha la solidità economica necessaria per gestire le fasi di gestione post operativa della discarica».

La situazione viene descritta come paradossale: dal 2024 è ancora in corso uno stato di emergenza con sversamento del percolato di discarica nella pubblica fognatura, gli enti locali si sono espressi formalmente per il superamento dell’attività di discarica, ma risulterebbe ancora pendente in Regione, con scadenza il 30 settembre dopo ripetute proroghe, il procedimento per ottenere la nuova autorizzazione (Paur).

Il paradosso, secondo il comitato, nasce dal fatto che «le forze politiche che hanno condiviso e approvato l’atto di indirizzo congiunto sul respingimento del Paur, votato ad aprile dai Comuni di Montignoso, Pietrasanta, Massa, Carrara, Seravezza e Forte dei Marmi — ed ora rafforzato anche dal Consiglio Provinciale di Lucca e dal Consiglio Provinciale di Massa-Carrara — sono esattamente le stesse che governano i Comuni azionisti di Plures», i quali sarebbero in grado di modificare gli indirizzi industriali dell’azienda, «come ad esempio decidere l’abbandono del progetto di riempimento di Cava Fornace e l’avvio delle successive fasi necessarie alla chiusura».

«Per questo motivo ci appelliamo a tutte le forze politiche del nostro territorio e ai loro livelli regionali, affinché promuovano una sensibilizzazione politica con le rispettive maggioranze nei Comuni azionisti di Plures con l’intento di giungere a un ripensamento su Cava Fornace, necessario, urgente e indispensabile», si legge nel comunicato. Lo stesso appello viene rivolto ai sindaci locali, chiedendo loro «uno sforzo in più nell’avviare un’interlocuzione, eventualmente anche in sede Anci Toscana, con le amministrazioni azioniste di Plures per il medesimo scopo».

«Il Consiglio congiunto è stato per noi non un punto di arrivo bensì un importante punto di partenza — conclude il comitato —. Mancano due mesi e mezzo al 30 settembre, ma ogni giorno è un giorno in cui lavorare e agire per riscrivere il destino del nostro territorio. Il tempo è ora».