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|Guardia medica pediatrica, nei giorni festivi c’è solo a Pisa: insorge la Lunigiana e la Provincia interviene
Il presidente Valettini formalizza tre richieste: tavolo tecnico, sede fisica in Lunigiana durante i sei mesi di test e risorse per la continuità assistenziale. Mastrini: «Non stiamo chiedendo privilegi, ma il rispetto del diritto alla salute per i nostri bambini»
MASSA-CARRARA – Il nuovo modello sperimentale della guardia medica pediatrica festiva in Toscana, che individua nella Casa di Comunità di Terricciola, in provincia di Pisa, l’unica sede fisica per le visite ambulatoriali pediatriche festive per l’intera Asl Toscana Nord Ovest, rischia di penalizzare i territori periferici e montani della Lunigiana, costringendo le famiglie a percorrere decine di chilometri verso il Pronto Soccorso del Noa di Massa anche per prestazioni a bassa priorità. Lo denuncia la Provincia di Massa-Carrara, che ha inviato una nota formale ai vertici della Regione Toscana e alla Direzione Generale dell’Asl Toscana Nord Ovest.
Il presidente della Provincia e sindaco di Aulla Roberto Valettini ha formalizzato tre richieste: l’apertura di un tavolo tecnico ufficiale tra Regione, Asl, Provincia e Unione dei Comuni; l’individuazione di un presidio fisico decentrato in Lunigiana durante i sei mesi di test; il reperimento delle risorse necessarie per garantire la continuità assistenziale ai più piccoli.
«Guardiamo con assoluto rispetto alla sperimentazione attivata dalla Regione Toscana e ne comprendiamo lo sforzo organizzativo, specialmente a fronte della nota carenza di personale medico — dichiara il presidente Valettini —. Tuttavia, un servizio fondamentale come la sanità pediatrica non può prescindere da una presenza fisica e di prossimità, soprattutto laddove i collegamenti stradali e le distanze geografiche rendono complessi gli spostamenti. Il nostro obiettivo non è alimentare uno scontro, ma collaborare costruttivamente affinché il servizio venga potenziato anche nelle nostre zone».
L’azione della Provincia si pone a supporto della mobilitazione già avviata dagli amministratori locali. Il sindaco di Tresana, Mastrini, sostenuto dagli altri sindaci della Lunigiana, evidenzia da tempo la necessità di non escludere la vallata da un servizio essenziale, in un territorio già penalizzato dalla chiusura dei punti nascita. A rafforzare la battaglia è la risposta della cittadinanza alla petizione lanciata su Change.org, intitolata «Chiedere a Regione Toscana l’attivazione della Guardia medica pediatrica in Lunigiana», che ha raccolto rapidamente un ampio consenso popolare.
«La risposta straordinaria della cittadinanza e la decisione del presidente Valettini di portare ufficialmente la nostra istanza sul tavolo della Regione dimostrano che la Lunigiana parla con una voce sola — sottolinea Mastrini —. Non stiamo chiedendo privilegi, ma il rispetto del diritto alla salute per i nostri bambini e per le famiglie che scelgono di vivere nelle aree interne. Il teleconsulto può essere un supporto utile, ma non sostituirà mai la tranquillità di una visita medica in presenza».
«Come ente di area vasta abbiamo il dovere politico e morale di non lasciare soli i sindaci e le famiglie in questa battaglia — conclude il presidente Valettini —. La tecnologia e il teleconsulto medico tramite il 116117 con l’Ospedale Meyer sono strumenti preziosi, ma non possono sostituire la sicurezza di un medico in presenza sul territorio. Confido che questi sei mesi di test servano alla Regione e all’Azienda Sanitaria per analizzare i dati reali e ridisegnare il modello in un’ottica di reale equità sociale e territoriale».


