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«Demolizione al palo e opere pubbliche bloccate ai Poggi». La denuncia dell’Ugl

Il sindacato chiede chiarezza agli enti: «A Rischio l’accessibilità e la riqualificazione del quartiere»

MASSA – Il caso del condominio “I Poggi” di via Carlo Pisacane a Massa torna nel dibattito. A riaccendere i riflettori sulla vicenda è la struttura provinciale del sindacato Ugl Massa-Carrara che, attraverso il proprio ufficio vertenze, ha raccolto le segnalazioni dei residenti preoccupati per i ritardi nell’avvio dei lavori di demolizione e per il conseguente blocco della riqualificazione dell’area.

La storia dell’immobile affonda le radici negli anni passati. Come evidenziato dalla sigla sindacale, una relazione tecnica sulla vulnerabilità sismica consegnata al Comune di Massa il 1° febbraio 2013 aveva tratteggiato «un quadro particolarmente critico sotto il profilo strutturale», segnalando criticità tra cui la corrosione delle barre di armatura, l’assenza di collegamenti idonei e problemi a travi e pilastri.

A seguito delle verifiche tecniche, il piano degli interventi di manutenzione straordinaria deliberato nel 2011 era stato orientato alla messa in sicurezza statica dell’edificio. Su queste opere si è però innescata una complessa vertenza: «Alcuni proprietari hanno sempre sostenuto che le problematiche strutturali fossero già presenti al momento dell’acquisto degli appartamenti e fossero riconducibili a presunti vizi costruttivi occulti», rifiutandosi di sostenere ulteriori costi per difetti ritenuti originari.

Secondo le testimonianze dei condomini riportate dall’Ugl, diversi interventi deliberati non sarebbero stati completati, limitandosi a sole opere di tamponatura e manutenzione parziale, mentre sarebbero comparsi nuovi fenomeni infiltrativi. Dopo solleciti di pagamento, costituzioni in mora e recenti atti per l’interruzione della prescrizione, i proprietari richiedono oggi «un incontro chiarificatore per conoscere quali lavori siano stati realmente eseguiti, quali siano stati abbandonati e come sia stato determinato l’importo richiesto».

Il nodo principale riguarda tuttavia il futuro del comparto urbano. Stando a quanto riferito dal sindacato e dai residenti, la demolizione del fabbricato avrebbe dovuto avere inizio entro il mese di giugno 2026. Allo stato attuale, tuttavia, non si registra alcun cantiere di abbattimento.

Il ritardo si ripercuote direttamente sulle opere pubbliche previste nella zona: nell’area liberata dall’edificio dovrebbero infatti sorgere circa 30 posti auto, una rampa per l’accessibilità delle persone con disabilità e una scala di collegamento verso il nuovo complesso di Edilizia Residenziale Pubblica (Erp).

«Si tratta di una situazione che interessa non soltanto gli ex proprietari del condominio, ma l’intera collettività», dichiara Francesco Vannucci per l’Ugl Massa-Carrara, chiedendo alle amministrazioni ed enti competenti di fare piena luce sia sul piano amministrativo-contabile dei lavori, sia sulle tempistiche certe per la demolizione e la riqualificazione del quartiere.