l'integrativo
|Tensione sul contratto del lapideo, i sindacati: «Provocazione dagli industriali. Mercoledì lavoratori in assemblea»
Cgil, Cisl e Uil: «Abbiamo inviato la piattaforma tre mesi fa»
MASSA-CARRARA – Clima teso e rottura immediata al tavolo delle trattative per il rinnovo del contratto provinciale del lapideo di Massa-Carrara, scaduto il 31 dicembre 2025. L’incontro, che avrebbe dovuto avviare il confronto sul nuovo integrativo per un settore strategico dell’economia apuana, si è trasformato in uno scontro frontale tra le organizzazioni sindacali e la parte datoriale.
In una nota congiunta, le sigle di categoria Feneal Uil, Filca Cisl e Fillea Cgil – insieme alle confederazioni Cgil, Cisl e Uil – hanno espresso durissima condanna per l’atteggiamento assunto dai rappresentanti degli industriali durante il vertice svoltosi questa mattina. Secondo quanto riferito dai sindacati, nonostante il documento programmatico fosse stato trasmesso alle associazioni di categoria ben tre mesi fa, la controparte si è presentata al tavolo dichiarando di non aver ancora letto la piattaforma e di non avere il mandato da parte della propria assemblea per avviare il confronto, avanzando la richiesta di aggiornare la discussione alla fine del mese di luglio.
«Questo atteggiamento rappresenta una vera e propria provocazione che rispediamo al mittente», dichiarano fermamente i rappresentanti dei lavoratori. La risposta sindacale non si è fatta attendere: per mercoledì mattina è stata convocata un’assemblea generale di tutti i lavoratori del comparto presso il parcheggio Tarnone, all’uscita della galleria Monte Novelli. «Se non ci saranno date risposte», avvertono le sigle, «ci riserviamo fin da ora di intraprendere tutte le forme di mobilitazione possibili».
Al centro della piattaforma: sicurezza, salario e riduzione d’orario
Lo stallo giunge in un momento cruciale per il distretto. La piattaforma rivendicativa presentata da Fillea Cgil, Filca Cisl e Feneal Uil non si limita a un mero adeguamento economico, ma propone una profonda revisione del quadro regolatorio provinciale per rispondere alle trasformazioni tecnologiche e organizzative che stanno ridisegnando l’escavazione e la trasformazione del marmo.
Tra i punti più qualificanti del documento spicca la richiesta di una revisione strutturale dell’orario di lavoro, con la riduzione di un’ora giornaliera a parità di salario. Una misura già sperimentata con successo nel triennio precedente durante i mesi di maggiore esposizione climatica e che i sindacati considerano ormai matura per diventare stabile, a tutela della salute in un comparto caratterizzato da lavorazioni usuranti e ad alto rischio.
Sul fronte della sicurezza nei luoghi di lavoro – dove l’obiettivo dichiarato resta quello di raggiungere «zero morti sul lavoro» – la piattaforma punta con forza sul rafforzamento della bilateralità e sul potenziamento del Fondo Marmo e del Ctpm. I sindacati richiedono un adeguamento del contributo a carico delle aziende (fermo ai parametri del 2012) per finanziare progetti di formazione teorico-pratica sul campo per le nuove generazioni, salvaguardando il passaggio di competenze dagli operatori esperti ai neoassunti e riducendo il rischio infortuni nei primi mesi di inserimento in cava o in laboratorio.
Le altre richieste: indennità, indumenti tecnici e welfare
Il testo sindacale affronta anche la perdita del potere d’acquisto subita dai lavoratori a causa dell’aumento del costo della vita. Si richiede pertanto l’adeguamento del Premio Presenza Individuale Giornaliero e del Premio Assiduità Lavorativa, con l’introduzione di una maggiorazione del 20% per chi partecipa ad almeno 16 ore di formazione certificata su sicurezza, digitalizzazione e sostenibilità.
Viene chiesta inoltre la rideterminazione delle indennità per i «lavori speciali e disagiati», ritenute ormai simboliche e non più coerenti con i rischi e le responsabilità attuali, l’introduzione di buoni pasto elettronici integralmente a carico delle aziende e la fornitura obbligatoria di vestiario tecnico certificato e idoneo alla protezione climatica. Infine, ampio spazio viene dedicato al potenziamento del welfare aziendale a partire dal 2027, con un’integrazione strutturale orientata alla previdenza complementare attraverso il Fondo Arco.
La palla passa ora all’assemblea di mercoledì al Tarnone. I lavoratori sono chiamati a decidere il percorso da seguire per sbloccare una trattativa che la Provincia e l’intero territorio seguono con apprensione, data la centralità del comparto lapideo per l’equilibrio economico e sociale locale.


