marina di carrara
|Vertenza Tisg, Fim e Uilm: «Basta ferie forzate e stop alla beffa dell’Inps per l’indotto»
Nota congiunta delle sigle dei metalmeccanici in vista del tavolo del 20 luglio in Regione
MARINA DI CARRARA – La vertenza di The Italian Sea Group (Tisg) si sposta ufficialmente nei palazzi della politica regionale. Le segreterie territoriali di Fim-Cisl e Uilm-Uil hanno annunciato di aver ricevuto la convocazione ufficiale da parte dell’Unità di Crisi della Regione Toscana per il prossimo 20 luglio.
Un tavolo istituzionale che si preannuncia infuocato e cruciale, il cui obiettivo primario sarà quello di blindare «il futuro produttivo e occupazionale del cantiere navale e la tenuta dell’intero comprensorio economico locale». I numeri sul tavolo, d’altronde, fotografano un potenziale grave problema sociale: a oggi, a causa del dissesto finanziario del polo nautico di Marina di Carrara, sono a rischio più di duemila lavoratori, tra dipendenti diretti del gruppo e addetti della complessa filiera delle ditte in appalto.
I tre paletti sindacali sulla Cassa Integrazione
Di fronte alla formale comunicazione da parte di Tisg di voler fare ricorso alla Cassa integrazione guadagni straordinaria (Cigs) per gestire la complessa fase di risanamento del debito interno, i segretari Bruno Casotti (Fim-Cisl Toscana Nord) e Giacomo Saisi (Uilm-Uil Lucca Massa-Carrara) hanno messo nero su bianco tre condizioni imprescindibili:
- Anticipo degli emolumenti: L’azienda deve farsi carico del pagamento diretto delle spettanze, evitando che i lavoratori debbano subire i lunghi tempi di attesa burocratici dell’Inps.
- Rotazione equa: Il sacrificio deve essere distribuito in modo trasparente e omogeneo su tutto il personale, respingendo logiche di penalizzazione continuativa di singoli reparti o lavoratori.
- Maturazione dei ratei: Deve essere garantito il pieno riconoscimento e la maturazione di tutti gli istituti contrattuali (ferie, tredicesima, Tfr) anche durante il periodo di sospensione.
La denuncia: «Ferie forzate solo per i soliti profili»
Accanto alla futura Cigs, Fim e Uilm sollevano un problema di gestione interna immediata, denunciando «con forza la gestione unilaterale attualmente in corso sulle ferie». Secondo i sindacati, in queste settimane si sta assistendo al «collocamento forzato in ferie dei soliti profili professionali», una pratica che sta creando una grave sperequazione tra dipendenti con un monte ferie residuo altissimo e altri che si ritroveranno presto senza alcuna copertura economica. Per questo, le sigle chiedono l’immediata revisione delle disposizioni e l’apertura di un confronto con la Rsu per un piano di rotazione serio, equo e concordato.
Il dramma dell’indotto e la beffa dell’Inps
La parte più drammatica del comunicato unitario riguarda le ditte terze che operano in appalto all’interno del sito di Marina di Carrara. Oltre a subire il danno economico di aver dovuto accettare il pagamento dei propri crediti «fortemente decurtato al ribasso» a causa delle procedure protettive del cantiere, i fornitori stanno vivendo una vera e propria beffa burocratica: l’Inps ha infatti respinto le domande di Cassa Integrazione Ordinaria (Cigo) presentate dall’indotto.
«Non possiamo tollerare che i lavoratori degli appalti diventino l’anello debole della catena, schiacciati tra i tagli dei crediti e i dinieghi burocratici degli ammortizzatori sociali», attaccano Casotti e Saisi.
Al tavolo del 20 luglio a Firenze, i sindacati chiederanno alla Regione Toscana un intervento ispettivo e politico mirato per sbloccare l’impasse con l’Inps, auspicando che l’Unità di Crisi sappia prendere in pieno carico la complessità della vertenza attivando tutte le sinergie necessarie per tutelare il lavoro, il tessuto industriale e la dignità di oltre duemila famiglie del comprensorio apuano.


