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|Tisg, la Fiom blinda il cantiere e avverte i futuri acquirenti: «Nessuno spezzatino, chi vuole la ciliegina deve prendersi tutta la torta»
Il sindacato pone le condizioni per il subentro o il rilancio: salvaguardia totale per i 1.500 dell’indotto e stop alla vendita separata dei siti di Spezia e Terni
MARINA DI CARRARA – Nessun compromesso sulla pelle dei lavoratori e nessun via libera allo “spezzatino” aziendale. All’indomani del tavolo in Prefettura che ha ventilato la possibile cessione di The Italian Sea Group, la Fiom-Cgil interviene con una nota ufficiale dai toni netti e categorici, tracciando i confini entro i quali dovrà muoversi qualsiasi piano di salvataggio o di cambio della proprietà per il polo nautico apuano. Le tute blu della Cgil chiariscono subito l’intento del documento: «In merito alla vertenza Tisg, come organizzazione sindacale, abbiamo la necessità di esprimere sin da ora la nostra posizione sulle possibilità che sono state palesate nel corso del tavolo prefettizio».
L’indotto non si tocca: «Il personale deve restare lo stesso»
Il primo paletto insormontabile riguarda i livelli occupazionali, con un richiamo esplicito alla galassia di ditte esterne che rischia di pagare il prezzo più alto della crisi finanziaria.
«Qualsiasi ipotesi che venga avanti, rispetto alla tanto auspicata continuità aziendale, non può non tenere in considerazione tutto il battente occupazionale che oggi insiste dentro al perimetro di TISG – avverte la Fiom – e con ciò facciamo riferimento non solo alle lavoratrici e ai lavoratori diretti del cantiere, ma a tutto il mondo dell’appalto e del sub appalto».
Che si tratti di un rilancio dell’attuale proprietà o del subentro di nuovi gruppi industriali, la linea non cambia: «Qualsiasi operazione, sia nell’ipotesi di continuità di Tisg, sia nel caso di subentro di un altro o altri soggetti, deve necessariamente tenere in conto del personale che oggi insiste nel cantiere che deve essere e necessariamente restare lo stesso».
No alle scorciatoie: Marina di Carrara, Spezia e Terni restano uniti
Il sindacato si rivolge poi indirettamente ai potenziali acquirenti e ai Commissari nominati dal Tribunale di Firenze, ponendo un veto assoluto sulla vendita separata dei vari rami d’azienda, un’ipotesi rimbalzata nelle ultime settimane soprattutto riguardo alle attività liguri.
«Senza invadere il campo delle competenze dei commissari nominati a seguito della procedura, ribadiamo fin da ora la nostra ferma opposizione a qualsiasi tipo di scorciatoia – prosegue il comunicato della sigla metalmeccanica –. Pertanto qualunque ipotesi venga avanti dovrà tenere assieme tutte le unità produttive oggi presenti in TISG: dal cantiere di La Spezia alla falegnameria di Terni, passando inevitabilmente dall’headquarters di Marina di Carrara».
La metafora utilizzata dalla Fiom-Cgil per sintetizzare la propria posizione è chiarissima: «Insomma, se qualcuno ha intenzione di mangiarsi la ciliegina, diciamo fin da ora che prima dovrà prendersi tutta la torta, indotto compreso».
La battaglia si sposta in Regione il 20 luglio
La nota si conclude con la promessa di dar battaglia su questo fronte in tutti i passaggi formali della complessa vertenza, a partire dal prossimo appuntamento istituzionale che vedrà il coinvolgimento dei vertici regionali toscani. «Come FIOM-CGIL ribadiremo la nostra posizione in tutte le sedi preposte a partire dal tavolo con la Regione Toscana del prossimo 20 luglio». Una data che si preannuncia decisiva per capire se la “torta” di TISG resterà intera o se si andrà allo scontro frontale con le rappresentanze dei lavoratori.


