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La crisi Tisg al centro dello sciopero generale dell’industria toscana
I lavoratori Tisg (archivio)

MARINA DI CARRARA – Si addensano nubi sempre più fitte sul futuro di The Italian Sea Group (Tisg). L’incontro tenutosi lunedì 6 luglio in Prefettura a Massa, alla presenza della proprietà, del prefetto, delle principali autorità locali e dei sindacati confederali Uil, Cgil e Cisl, ha certificato un radicale e preoccupante cambio di scenario per il colosso della nautica di Marina di Carrara.

A lanciare l’allarme rosso è Paolo Fantappiè, segretario generale di Uil Toscana, che descrive l’esito del vertice come l’esatta smentita delle promesse fatte nei mesi scorsi dalla proprietà aziendale.

Promesse infrante e l’ombra della cessione

La preoccupazione del sindacato si concentra sulla repentina inversione di rotta della dirigenza. «Quattro mesi prima ci erano state date notizie confortanti, in cui si garantiva la continuità aziendale e lavorativa con la completa tutela dei quasi 600 dipendenti diretti e con notizie ottimistiche anche per le imprese esterne che operano con Italian Sea Group», ricorda Fantappiè nella sua nota.

I fatti emersi durante il tavolo istituzionale hanno però delineato un quadro di tutt’altro tenore. «Al contrario lunedì è stata evidenziata una situazione completamente diversa, con l’impossibilità al momento di trovare accordi con i creditori e ventilando una possibile vendita dell’intera società», denuncia apertamente il segretario della Uil. Una svolta che mette a nudo la profondità della crisi finanziaria in cui versa il cantiere, nonostante i recenti scudi legali ottenuti in Tribunale.

A rischio 1.500 lavoratori: si invoca il Ministero

Le ricadute sociali di un eventuale stallo produttivo o di uno spezzatino societario rischiano di essere devastanti per il territorio apuano. L’incontro in Prefettura ha infatti «evidenziato una situazione di estrema gravità per la tenuta occupazionale delle relative maestranze, sia per quelle dirette che per quelle indirette dell’indotto». Complessivamente, evidenzia il sindacato, «stiamo parlando di circa 1500 lavoratori» che attendono risposte certe sul proprio futuro e sui propri stipendi.

Di fronte a questa emergenza, la Uil ha annunciato l’intenzione di spostare la vertenza su tavoli di livello superiore per attivare ammortizzatori sociali e tutele straordinarie. «Come Uil chiederemo l’intervento della Regione, dell’Inps e del Ministero di riferimento per aprire un percorso di crisi atto a garantire il salario a tutti i lavoratori ed il lavoro futuro», spiega Fantappiè.

Giovedì lo sciopero generale dell’industria

La crisi del cantiere apuano diventerà uno dei punti centrali della mobilitazione sindacale già programmata a livello regionale. Il segretario generale di Uil Toscana conclude infatti confermando che «lo sciopero di giovedì 9 luglio per la crisi dell’industria toscana sarà l’occasione per porre all’attenzione delle istituzioni questa situazione di crisi che si sta perpetrando a Carrara», portando la voce delle tute blu apuane direttamente sotto i fari della politica regionale e nazionale.