Temi del giorno:
marina di carrara
|Tisg, il tribunale blinda di nuovo il cantiere: confermato lo scudo legale e stop ai recessi degli armatori
Concesso il pacchetto di tutele per quattro mesi. Spunta l’ipotesi di un aumento di capitale da 100 milioni di euro entro fine anno
MARINA DI CARRARA – Nuovo e decisivo colpo di scena nella complessa gestione della crisi di The Italian Sea Group (Tisg). Dopo le forti tensioni sindacali dei giorni scorse e la scelta di imboccare la strada del concordato prenotativo, l’azienda ha ottenuto una fondamentale boccata d’ossigeno dai giudici. La società ha reso noto che la Cancelleria del Tribunale di Firenze ha comunicato il provvedimento con cui è stata disposta la conferma delle misure protettive richieste, per la durata massima prevista dalla legge, pari a quattro mesi a partire dal 1° luglio 2026.
I giudici fiorentini non si sono limitati a blindare il patrimonio: in via provvisoria, e in attesa dell’udienza di discussione in contraddittorio fissata per il 22 luglio 2026, hanno concesso anche le misure cautelari che erano state richieste dall’azienda di Marina di Carrara (Massa-Carrara) nel ricorso depositato a inizio mese.
Cosa prevede il nuovo scudo provvisorio
Il decreto del Tribunale ridisegna i rapporti di forza con i grandi clienti e la filiera produttiva, introducendo tre paletti rigidissimi per blindare l’attività di Marina di Carrara:
- Stop ai recessi: gli armatori non potranno sciogliere i contratti in essere sfruttando eventuali inadempimenti del cantiere.
- Garanzie congelate: ai committenti dei megayacht viene vietato di escutere le garanzie rilasciate, così come viene imposto lo stop ai relativi garanti, che non potranno procedere al pagamento delle garanzie nel caso fossero già state escusse.
- Fornitori essenziali: le ditte fornitrici ritenute indispensabili per le commesse di prossima consegna saranno temporaneamente liberate dagli obblighi di cessione dei crediti nei confronti delle società di factoring.
Si tratta di un passaggio che punta a sterilizzare gli effetti del precedente verdetto che aveva dato ragione a cinque armatori, rimettendo temporaneamente in sicurezza la catena di montaggio.
Sul tavolo un aumento di capitale da 100 milioni
L’obiettivo immediato fissato dal provvedimento è quello di consentire a Tisg di «proseguire l’attività operativa e tutelare l’avanzamento delle commesse», muovendosi in linea con il Progetto di piano di risanamento. Ma la vera novità strategica è l’ipotesi di una maxi operazione finanziaria per salvare il colosso della nautica. Condizionata al raggiungimento di accordi vincolanti con fornitori, armatori e istituti finanziatori a supporto del nuovo piano industriale, la società ha fatto sapere che «potrà valutare, qualora le condizioni di mercato e di contesto lo rendessero opportuno, un’eventuale operazione di rafforzamento patrimoniale». Si tratterebbe di un aumento di capitale rivolto al mercato, ipotizzato indicativamente a partire dal quarto trimestre dell’anno, per un ammontare nell’ordine di 100 milioni di euro. Un tentativo di iniezione di liquidità per far ripartire a pieno regime il motore della nautica apuana.


