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|Mercato immobiliare: Massa regina della crescita in Toscana. Carrara in controtendenza
I dati di Idealista per il secondo trimestre 2026: i prezzi nella provincia apuana si attestano a 2.016 euro al metro quadro, superando la media nazionale ma restando sotto quella regionale
MASSA-CARRARA – Il mercato immobiliare della Toscana si dimostra solido e stabile. Secondo l’ultimo report elaborato dall’Ufficio Studi di idealista, portale immobiliare N.1 in Italia, nel secondo trimestre del 2026 il valore medio regionale si è attestato a 2.464 euro al metro quadro, posizionando la Toscana come la terza regione più cara d’Italia. Un dato, questo, che si mantiene nettamente al di sopra della media nazionale, ferma a 1.903 euro/m². Se su base mensile l’aumento regionale è stato di un timido 0,2%, la crescita su base annua si conferma solida con un +3,3%.
All’interno di questo scenario, la Provincia di Massa-Carrara (scritta rigorosamente con il trattino) mostra dinamiche particolarmente interessanti, configurandosi come un territorio a due velocità, in cui la spinta verso l’alto del capoluogo Massa fa da contraltare alla flessione della vicina Carrara.
Il contesto provinciale: Massa-Carrara a confronto con la Toscana
A livello provinciale, la Provincia di Massa-Carrara ha registrato nel trimestre un incremento contenuto dello 0,2%. Un risultato identico a quello di Firenze (+0,2%) e leggermente inferiore rispetto ai rialzi registrati ad Arezzo (+0,5%) e dalle capoliste Pistoia e Livorno, che guidano la classifica provinciale con un +0,6%. La Provincia si colloca comunque in territorio positivo, a differenza di altre zone della regione che hanno segnato variazioni negative, come Prato (-1,1%), Grosseto (-0,8%), Lucca (-0,3%), Pisa (-0,1%) e Siena (-0,1%).
Sul fronte dei valori assoluti, la Provincia di Massa-Carrara si posiziona nella seconda metà della classifica regionale: con i suoi 2.016 euro al metro quadro, si colloca al di sotto della media della Toscana (2.464 euro/m²), pur superando la media italiana (1.903 euro/m²). La distanza rispetto alle province più costose della regione è marcata: Lucca svetta in cima alla Toscana con 3.302 euro/m², seguita da Firenze (3.230 euro/m²), Livorno (2.574 euro/m²) e Grosseto (2.453 euro/m²). Subito sopra Massa-Carrara si trova Prato (2.164 euro/m²), mentre alle spalle del territorio apuano si posizionano Siena (1.888 euro/m²), Pisa (1.853 euro/m²), Pistoia (1.530 euro/m²) e infine Arezzo, la più economica con 1.442 euro/m².
Capoluoghi: Massa regina della crescita in Toscana, Carrara in calo
È però nell’analisi dei singoli centri urbani che emergono le sorprese maggiori. Tra i dieci capoluoghi toscani monitorati, Massa si è guadagnata la palma di città in maggiore crescita nel trimestre a livello regionale, mettendo a segno un balzo in avanti del 2,2%. Una performance che stacca nettamente gli altri capoluoghi in aumento, come Lucca (+1,7%), Firenze (+0,5%), Pistoia (+0,1%) e Grosseto (+0,1%).
La tendenza opposta si registra invece a Carrara, dove i prezzi delle abitazioni hanno subito una contrazione dello 0,9% nel trimestre. Carrara si inserisce così nel gruppo dei capoluoghi in flessione, insieme a Pisa (-1,2%), Arezzo (-0,9%), Siena (-0,8%), Prato (-0,7%) e Livorno (-0,2%).
Guardando ai prezzi richiesti al metro quadro, Massa si conferma sensibilmente più costosa rispetto a Carrara. Comprare casa a Massa richiede infatti una media di 2.645 euro/m², cifra che la colloca al quarto posto tra i capoluoghi toscani, alle spalle di colossi come Firenze (4.623 euro/m²), Siena (2.930 euro/m²) e Pisa (2.751 euro/m²). Carrara si posiziona invece decisamente più in basso nella classifica regionale, occupando il terzultimo posto con .2018 euro al metro quadro, davanti soltanto a Pistoia (1.759 euro/m²) e Arezzo (1.755 euro/m²).
I dati provinciali e cittadini dimostrano come il territorio apuano stia vivendo un momento di forte polarizzazione interna, con un Comune di Massa che traina la domanda e i valori immobiliari, e una Carrara che, al contrario, vede contrarsi i propri listini in controtendenza con il dinamismo del proprio capoluogo di provincia.


