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«Il Mulino di Canevara verso la vendita, la montagna cade a pezzi e il Comune dà 30mila euro a Canale 5»
Il circolo della Montagna replica ai Civici Apuani: «Un bene pubblico sottratto alla collettività. La mozione Bennati chiedeva una convenzione con la Provincia, non l’acquisto. Perché era impossibile?»
MASSA – Il circolo della Montagna di Rifondazione Comunista di Massa (Massa-Carrara) replica alla maggioranza consiliare sulla vicenda del mulino di Canevara, prendendo le difese della mozione presentata dalla consigliera Bennati e attaccando il gruppo dei Civici Apuani. Secondo il comunicato, la mozione della consigliera chiedeva «principalmente che il Comune di Massa interloquisse con la Provincia di Massa-Carrara per arrivare a un accordo di convenzione sull’utilizzo pubblico del mulino di Canevara», prevedendo l’acquisto solo come soluzione residuale. «Non capiamo come sia impossibile — si legge nel testo —, visto che la maggioranza in Comune a Massa è la stessa in Provincia».
Il circolo esprime una posizione netta sul tema della privatizzazione dei beni pubblici. «Noi riteniamo sia sbagliato mettere all’asta beni pubblici, sottraendoli alla collettività — afferma Rifondazione —. Mantenere la disponibilità pubblica del patrimonio immobiliare con progettualità sociali a favore di tutta la cittadinanza deve essere una priorità di chi ha a cuore il benessere collettivo. La decisione del consiglio comunale sulla mozione non è stata certo a favore della collettività, ma nella direzione di favorire la privatizzazione dei beni collettivi».
Il circolo allarga la critica allo stato generale della città. «Parlare di scelte responsabili e di uso oculato delle risorse — si legge nel comunicato —, quando è sotto gli occhi di tutti il degrado profondo in cui è caduta la nostra città, con le strade comunali di montagna che stanno cadendo a pezzi, con la manutenzione ordinaria che manca nelle periferie da tempo e i rifiuti non raccolti che “decorano” le strade della città, racconta una realtà che solo i Civici Apuani vedono». Vengono citati, a titolo esemplificativo, «i 42.000 euro spesi per le lucine a Marina di Massa e i 30.000 euro per pagare Canale 5 per una trasmissione sul nostro territorio».
Sul fronte del mulino, Rifondazione segnala che «ci sarebbero stati bandi europei che avrebbero permesso la ristrutturazione dell’intero mulino con la possibilità di indicare un recupero sociale di quel bene, ma gli addetti ai lavori della Provincia non hanno verificato quali fondi avrebbero potuto intercettare». «A fine mese, con molta probabilità, si aprirà una nuova asta e la nostra comunità perderà il possesso di un bene storico — conclude il circolo —. Nulla per la viabilità, nulla per l’emergenza abitativa, nulla per la sicurezza della città e nulla per le politiche giovanili. Quali sono, allora, le vostre vere priorità? Le nostre sono il bene comune e l’interesse dell’intera collettività».
Milani: «Il Comune compri l’ex mulino»
Sul caso è intervenuto nelle ultime ore Carlo Milani:
«Nel Consiglio comunale del 30 giugno, su iniziativa della consigliera Daniela Bennati, si è discusso (in realtà non si è discusso ma semplicemente si è votato) del possibile subentro del Comune di Massa alla Provincia nella proprietà dell’ex mulino Guerra di Canevara, dopo la prima asta andata deserta.
A mio avviso questa poteva essere un’opzione fattibile e opportuna per evitare che l’ultimo mulino del nostro territorio venga definitivamente abbandonato o venduto a privati (un’opzione questa molto improbabile in quanto il prezzo di vendita all’asta è destinato a scendere ancora senza trovare acquirenti). Comunque era un’opzione da valutare, non da respingere a priori senza alcuna discussione lasciando che lo stabile andasse in rovina.
Dobbiamo ricordare che il mulino, o meglio il piano inferiore dello stabile, fu acquistato dalla Provincia nel 2003 e in quell’occasione fu anche ripristinata la goretta di alimentazione. Certamente la Provincia allora aveva competenze e disponibilità assai superiori a quelle attuali. Forse un accordo tra Provincia e Comune potrebbe ancora essere preso in considerazione. Si parla tanto del Cammino del Frigido e poi ci si lamenta che i cittadini e le associazioni non sono propositive…
A proposito di operazioni pubbliche miopi e/o fallimentari dobbiamo ricordare, poco a monte del mulino, l’ex cartiera di Canevara, acquistata a suo tempo dal Comune e poi rivenduta ad una società poi fallita, che adesso è in asta giudiziaria alla misera cifra di 28.000 euro. Possibile che questa area non interessi?»


