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|«Ennesimo scavalco della graduatoria interna»: la Fit-Cisl chiede chiarezza ad Asmiu
Il sindacato solleva anche il caso di RetiAmbiente Carrara, che pochi mesi fa aveva acquisito un capo zona da Lunigiana Ambiente e ora cederebbe personale ad Asmiu
MASSA – La Fit-Cisl di Massa-Carrara chiede una smentita ufficiale da parte dell’amministratrice unica di Asmiu, Sabrina Boghetti, in merito a voci secondo cui il vertice aziendale starebbe valutando il trasferimento di un profilo da RetiAmbiente Carrara per ricoprire il ruolo di Capo Zona, in presenza di una carenza di organico già denunciata dal sindacato.
«Se confermato — si legge nel comunicato firmato dal segretario Luca Mannini —, questo passo andrebbe a scavalcare per l’ennesima volta la graduatoria interna per figure tecnico-amministrative, regolarmente pubblicata lo scorso luglio e da cui l’azienda non ha ancora attinto». Il sindacato definisce tale strada «del tutto impraticabile» e segnala un’ulteriore incongruenza: «Solo un paio di mesi fa la stessa RetiAmbiente Carrara aveva richiesto e trasferito da Lunigiana Ambiente un Capo Zona proprio per colmare le proprie carenze in quel medesimo ruolo. Qualora le indiscrezioni su Asmiu fossero confermate, ci troveremmo di fronte a un fatto di una gravità estrema: appare del tutto assurdo che RetiAmbiente Carrara prima dichiari una carenza d’organico accogliendo un lavoratore e, solo pochi mesi dopo, decida di cedere a un’altra azienda personale con la stessa mansione».
La Fit-Cisl chiede quindi un intervento chiaro e una smentita ufficiale da parte dell’amministratrice. «In caso contrario — afferma il sindacato —, riteniamo giusto sapere se questo tentativo sia frutto di una volontà personale del vertice, tra l’altro in scadenza di mandato, o se l’Amministrazione Comunale ne sia al corrente». Il sindacato chiede inoltre se sia stato informato il nuovo direttore di Asmiu, l’ingegner Zuccaroli, «figura arrivata da poco e dunque del tutto estranea alla completa disorganizzazione che regna in azienda».
Il comunicato allarga poi la critica alle problematiche generali della gestione aziendale: dalla raccolta porta a porta alle criticità sui veicoli di servizio, fino alle «disparità di trattamento nell’organico», con l’accusa che «i turni di lavoro non vengano assegnati tramite una giusta ed equa rotazione tra lavoratori, bensì a totale discrezione del Capo Servizio».


