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Crisi Tisg, Costantino lascia la guida dell’azienda. Cassa integrazione per 200 dipendenti
La sindaca Arrighi: «Situazione estremamente preoccupante». Del Vecchio (Cgil): «A oggi non abbiamo ancora nessuna certezza circa il futuro del cantiere»
MARINA DI CARRARA – Si è concluso con l’ammissione di una svolta radicale sul piano societario e con l’attivazione ufficiale degli ammortizzatori sociali l’atteso incontro di oggi in Prefettura tra le istituzioni locali, i rappresentanti dei lavoratori e i vertici di The Italian Sea Group (Tisg). Il cantiere di Marina di Carrara si appresta a cambiare pelle sotto la guida della magistratura, mentre per centinaia di famiglie del territorio inizia la fase più difficile della vertenza.
La sindaca Arrighi: «Situazione estremamente preoccupante»
All’uscita dal vertice, la sindaca di Carrara, Serena Arrighi, ha fotografato una situazione complessa, confermando le indiscrezioni emerse dopo il deposito della domanda prenotativa di concordato. Di seguito la dichiarazione integrale della prima cittadina: «Confermato quanto uscito sui giornali: si andrà verso una nuova procedura e soprattutto ci sarà la cassa integrazione per un buon numero di dipendenti. È stato chiesto che ci potesse essere un anticipo di cassa integrazione in modo da non lasciare i lavoratori senza stipendio e minimizzare il numero delle persone coinvolte. La proprietà si è detta disponibile ad attuare questo anticipo in una situazione estremamente preoccupante. I passi successivi riguardano la possibilità di venire a una soluzione di tipo industriale. Si tratta però, a questo punto, di passi fortemente condizionati dai commissari nominati dai giudici. Quindi ci auguriamo che le prossime interlocuzioni vedano coinvolti anche questi commissari in modo da delineare meglio i possibili scenari».
La Cgil lancia l’allarme: azzeramento dei vertici e dramma indotto
Ancora più duro e ricco di dettagli sul futuro della governance è il commento della Cgil. Il segretario generale di Massa-Carrara, Nicola Del Vecchio, ha svelato l’intenzione di Giovanni Costantino di fare un passo indietro totale per favorire il salvataggio industriale, chiedendo però l’immediata convocazione del ministero dello Sviluppo Economico. Ecco il comunicato integrale di Nicola Del Vecchio: «A oggi non abbiamo ancora nessuna certezza circa il futuro del cantiere. L’unica cosa che effettivamente Costantino ha detto al tavolo è che stanno lavorando ad una soluzione in continuità che prevede un cambio di tutto il Cda, del presidente e dell’amministratore delegato. Ne prendiamo atto, anche perché continuare in queste condizioni sarebbe un esercizio di accanimento terapeutico. Con la nomina dei commissari gli interlocutori dovranno essere necessariamente altri, chiediamo alla Regione Toscana l’apertura immediata di un tavolo di crisi con la presenza anche del ministero e di tutti i soggetti istituzionali coinvolti. Per quanto riguarda la Cigs, che l’azienda ci ha comunicato aprirà nei primi giorni per circa 200 lavoratori, abbiamo chiesto e ottenuto che sia anticipata e a rotazione. Inoltre abbiamo chiesto al prefetto un impegno per comprendere le ragioni del rigetto della cassa integrazione ordinaria a numerose aziende dell’indotto che coinvolge centinaia di lavoratori, che da mesi sono senza stipendio».
I nodi da sciogliere: dai 200 cassintegrati ai lavoratori “invisibili”
Il tavolo odierno certifica dunque due notizie fondamentali per il polo nautico. La prima è di natura sociale: la Cassa integrazione guadagni straordinaria (Cigs) colpirà circa 200 dipendenti diretti, ma grazie al pressing di sindacati e istituzioni l’azienda pagherà l’anticipo delle somme, evitando alle famiglie di dover attendere i lunghi mesi della burocrazia e i lavoratori si alterneranno grazie alla rotazione. La seconda è di natura industriale e giudiziaria: il futuro di Tisg non è più nelle mani del suo fondatore. Con l’azzeramento programmato del Consiglio di Amministrazione e l’uscita di scena dell’amministratore delegato e presidente, le trattative per blindare i contratti delle navi passeranno inevitabilmente dai commissari nominati dal Tribunale. Resta infine l’enorme punto interrogativo sull’indotto apuano: il rigetto della cassa ordinaria per le ditte subappaltatrici sta lasciando centinaia di artigiani e operai senza alcuna entrata da mesi, una bomba sociale che la Regione e il Ministero delle Imprese e del Made in Italy saranno chiamati a disinnescare con la massima urgenza.


