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Crisi Tisg, l’azienda sceglie la via del concordato prenotativo: depositato il ricorso in Tribunale per salvare il cantiere
Giovanni Costantino (archivio)

Il consiglio di amministrazione cambia rotta dopo lo stop dei clienti: depositato il ricorso ex art. 44 per blindare il patrimonio

MARINA DI CARRARA – Nemmeno ventiquattr’ore dopo la proclamazione dello sciopero da parte di Fim, Fiom e Uilm (qui l’articolo), per The Italian Sea Group (TISG) arriva la svolta definitiva che cambia radicalmente il percorso di gestione della crisi. Il Consiglio di Amministrazione, riunitosi ieri 30 giugno 2026, ha deliberato di abbandonare la strada della composizione negoziata per «procedere al deposito del ricorso ai sensi dell’art. 44 D.Lgs. 12 gennaio 2019, n. 14 (c.d. domanda prenotativa)».

La mossa, che si prevede sarà effettuata nella giornata odierna, mira a porre l’azienda sotto un nuovo scudo legale «al fine di accedere agli strumenti di tutela previsti dall’ordinamento e preservare la continuità aziendale e il valore del patrimonio sociale, nell’interesse della Società, dei propri creditori e di tutti gli stakeholders».

Lo stop nelle trattative con gli armatori

A spingere il board guidato da Giovanni Costantino verso questa accelerazione è stato il naufragio delle trattative con i grandi clienti, reso ancora più evidente dopo che il Tribunale di Firenze aveva revocato le misure protettive a cinque di loro. L’azienda ammette ufficialmente che «la decisione è stata principalmente determinata dall’ultima evoluzione delle interlocuzioni con gli armatori, la quale non ha consentito di continuare a ritenere il risanamento attuabile nel solo percorso della composizione negoziata».

In parole semplici, la mediazione portata avanti dall’esperto indipendente non è più bastata a tenere fermi i contratti e a garantire la stabilità del portafoglio ordini. Per evitare un effetto domino, la società quotata su Euronext Milan ha dovuto cambiare radicalmente strategia giuridica.

Una corsa contro il tempo per evitare il peggio

Il comunicato di TISG evidenzia la necessità di congelare la situazione prima che sia troppo tardi: «Alla luce dell’evoluzione di tali interlocuzioni, la Società ha ritenuto necessario anticipare il cambio di percorso verso il deposito del ricorso, al fine di evitare che il decorso del tempo possa ridurre le possibilità di risanamento a sua disposizione».

La cosiddetta domanda prenotativa (nota storicamente come “concordato in bianco”) permette infatti a un’impresa che si trova in gravi di difficoltà finanziarie, ma che è ancora «economicamente produttiva», di ottenere immediatamente la protezione del Tribunale bloccando i creditori, presentando solo in un secondo momento il piano industriale dettagliato di ristrutturazione o un accordo di ristrutturazione dei debiti.

Il Consiglio di Amministrazione ha quindi affidato la cabina di regia della complessa operazione direttamente al vertice: è stato dato «mandato al Presidente e Amministratore Delegato, conferendogli i più ampi poteri al fine di presentare il ricorso in questione».

Grazie a questo passaggio, conclude la nota dell’azienda di Marina di Carrara, TISG potrà «operare sotto la protezione delle misure previste dalla legge», mentre l’azienda si impegna a fornire «tempestivi aggiornamenti al mercato sull’evoluzione della situazione, in conformità agli obblighi informativi previsti dalla normativa applicabile». Resta ora da capire come i sindacati, attualmente in stato di agitazione, e il mercato azionario accoglieranno questo cambio di rotta.


IL COMUNICATO UFFICIALE

The Italian Sea GroupSpa (di seguito “Tisg” o la “Società”), società quotata su Euronext Milan, comunica che il Consiglio di Amministrazione riunitosi in data 30 giugno 2026 ha deliberato di procedere al deposito del ricorso ai sensi dell’articolo 44 del Decreto Legislativo 12 gennaio 2019, numero 14 (c.d. domanda prenotativa), al fine di accedere agli strumenti di tutela previsti dall’ordinamento e preservare la continuità aziendale e il valore del patrimonio sociale, nell’interesse della Società, dei propri creditori e di tutti gli stakeholders.

La decisione è stata principalmente determinata dall’ultima evoluzione delle interlocuzioni con gli armatori, la quale non ha consentito di continuare a ritenere il risanamento attuabile nel solo percorso della composizione negoziata.

Alla luce dell’evoluzione di tali interlocuzioni, la Società ha ritenuto necessario anticipare il cambio di percorso verso il deposito del ricorso, al fine di evitare che il decorso del tempo possa ridurre le possibilità di risanamento a sua disposizione.

La delibera oggi adottata tiene conto della necessità di anticipare le tempistiche inizialmente prospettate, per consentire alla Società di accedere agli strumenti di tutela approntati dall’ordinamento per le imprese economicamente produttive ma che si trovano in difficoltà finanziaria. Il Consiglio di Amministrazione ha quindi deliberato di dare mandato al presidente e amministratore delegato, conferendogli i più ampi poteri al fine di presentare il ricorso in questione.

Il deposito del ricorso ai sensi dell’articolo 44 del Decreto Legislativo 12 gennaio 2019, numero 14, che si prevede sarà effettuato in data odierna, consentirà alla Società di operare sotto la protezione delle misure previste dalla legge. La Società fornirà tempestivi aggiornamenti al mercato sull’evoluzione della situazione, in conformità agli obblighi informativi previsti dalla normativa applicabile.