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«Stop al taglio dei pini e più verde a Carrara»: Italia Nostra annuncia l’esposto in Procura

Il sit-in sotto il Comune poi il sopralluogo ai 10 pini superstiti: «Il caldo di questi giorni dimostra drammaticamente l’urgenza di agire»

CARRARA – Si è svolta sabato mattina davanti al Comune di Carrara la manifestazione organizzata da Italia Nostra per chiedere più verde urbano, la salvaguardia delle alberature esistenti e lo stop al taglio dei pini. L’iniziativa, svoltasi nonostante le temperature roventi della giornata, ha visto un sit-in iniziale con gli interventi di Piero Donati, presidente della sezione Apuo-Lunense di Italia Nostra, Bruno Giampaoli, presidente della sezione Massa e Montignoso, Letizia Smerzi, delegata per il verde della sezione Apuo-Lunense, e del professor Riccardo Canesi. Il corteo si è poi spostato per un sopralluogo ai 10 pini superstiti di salita San Ceccardo.

Gli interventi hanno ribadito due priorità: preservare le alberature esistenti, definita «l’azione più logica, prioritaria e fondamentale per contrastare le isole di calore urbane», e ripristinare il verde perduto, «per restituire densità verde alla città». Il presidente Donati ha confermato che l’associazione presenterà un esposto alla Procura della Repubblica in merito al taglio dei pini di salita San Ceccardo. «L’obiettivo è fare luce su quello che viene considerato un atto del tutto ingiustificato — si legge nel comunicato —: il taglio dei 10 pini storici, paradossalmente inserito all’interno di un “progetto di riqualificazione ambientale”».

Italia Nostra denuncia quello che definisce «un inaccettabile doppio binario» dell’amministrazione locale: «Quello formale, di facciata, sbandierando il rispetto dei regolamenti, e quello sostanziale, dove nella realtà dei fatti le regole non si applicano, manca persino una mail per le segnalazioni dei cittadini e le richieste inviate agli uffici tecnici ricevono solo un silenzio assordante». «La tutela della salute pubblica e dell’ambiente non può più essere sacrificata sull’altare della burocrazia o di progetti di riqualificazione puramente teorici — conclude l’associazione —. Continueremo a vigilare, a denunciare nelle sedi opportune e a mobilitare la cittadinanza».