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«Guardia medica pediatrica: la Lunigiana resta fuori e il Noa si intasa. Arrighi porti il caso in Conferenza dei Servizi»
«Va bene che questi territori sono toscani dal 1861, dopo secoli di storia autonoma rispetto al Granducato ma, sarebbe il momento di avere gli stessi standard sanitari delle province vicine».
MASSA-CARRARA – “Poco meno di un anno fa la Regione Toscana ha istituito per legge la guardia medica pediatrica, dopo una forte mobilitazione dei cittadini – interviene sul tema delicato Valeria Pedrini, responsabile area sociale del gruppo territoriale Carrara-Lunigiana Movimento 5 Stelle pnendo l’accento sugli effetti che la carenza del servizio in Lunigiana provoca sul pronto soccorso del Noa-. Una conquista importante per la sanità regionale. Ma qualcuno è rimasto fuori, come la Lunigiana. Il risultato è che nei weekend e nei festivi tutti i bambini della Lunigiana, turisti compresi, non possono rivolgersi alla guardia medica. Per legge devono essere visitati da un pediatra. E l’unico presidio aperto è il pronto soccorso,al Noa. Così il pronto soccorso si trova a gestire anche febbri, otiti, piccoli traumi ecc, che altrove vengono seguiti dalla pediatra di turno. Un carico in più che si somma ai turisti e ai cittadini di Carrara, dove le Case di Comunità non sono aperte 24 ore su 24. Solo Massa ha questo servizio attivo h24. Bambini sotto i 6 anni sono i più esposti a infezioni e piccoli infortuni. Ma in Lunigiana l’unica porta aperta resta quella del Pronto Soccorso a Massa. La Toscana è una Regione di eccellenze. Ma qui qualcuno è rimasto fuori” spiega Valeria Pedrini. “Va bene – conclude Pedrini – che questi territori sono toscani dal 1861, dopo secoli di storia autonoma rispetto al Granducato ma, sarebbe il momento di avere gli stessi standard sanitari delle province vicine. La speranza è che il tema arrivi presto in Conferenza dei Sindaci. È l’organo istituzionale che decide indirizzi e programmazione sanitaria locale, ed è presieduto dalla sindaca di Carrara Serena Arrighi. Obiettivo: risolvere un vuoto che mette in difficoltà famiglie, e sanitari del Noa”.


