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Variante Aurelia, si infiamma il dibattito a Massa dopo lo stop del Tar
(archivio)

A pochi giorni dalla sentenza che ha fermato il primo lotto, il Comitato No Variante e il Polo Progressista incalzano la Giunta: «La decisione dei giudici conferma le criticità su viabilità e ambiente». Richiesto un confronto pubblico con la cittadinanza

MASSA – A pochi giorni di distanza dalla pronuncia del Tar Toscana che ha annullato gli atti del primo lotto della Variante Aurelia di Massa (ne abbiamo parlato qui), l’attenzione si sposta interamente sulle ripercussioni politiche e sulle prossime mosse per la viabilità cittadina. Se la notizia dello stop giudiziario ha segnato un punto di arresto per l’iter tecnico dell’opera, le reazioni del Comitato No Variante Aurelia e delle forze di opposizione aprono una nuova fase di confronto, finalizzata a rimettere in discussione l’intero impianto del progetto approvato nel 2024.

Dal fronte civico, i rappresentanti del Comitato No Variante Aurelia hanno espresso un forte «sollievo» da parte dei residenti di via Pellegrini, via Carducci e piazza della Stazione, rimarcando come i dubbi sollevati fin dall’inizio della procedura di Valutazione di Impatto Ambientale avessero un solido fondamento giuridico e tecnico. Il Comitato ha voluto contestare direttamente la linea difensiva del Comune, secondo cui il pronunciamento non intaccherebbe il valore strategico dell’infrastruttura. Al contrario, gli attivisti sostengono che la scelta di esaminare un solo lotto abbia «reso impossibile la valutazione di una serie di effetti ambientali ed antropici (soprattutto inerenti alla viabilità) che l’opera scarica, con tutta evidenza, sui lotti non sottoposti a Via». L’auspicio espresso è che l’amministrazione accetti ora un «confronto con la cittadinanza» per valutare opzioni meno costose e più orientate alla sostenibilità e al verde urbano.

Sul piano consiliare, il Polo Progressista e di Sinistra (insieme al Movimento 5 stelle) rivendica la coerenza dei voti contrari espressi in aula, sottolineando che i richiami del Tar alla giurisprudenza europea e del Consiglio di Stato confermano l’illegittimità di una frammentazione artificiosa dell’opera. Le forze della sinistra locale evidenziano come la stessa documentazione tecnica di Anas desse conto di «carichi veicolari sostenuti sui tratti centrali» che avrebbero generato importanti volumi di traffico su via Carducci, via Pellegrini e via Catagnina. Secondo il Polo Progressista, l’esito del ricorso dimostra la necessità di superare le promesse elettorali per concentrarsi su soluzioni che avrebbero risparmiato disagi alla popolazione, auspicando che le risorse stanziate vengano ridistribuite su progetti strutturali più vicini ai reali bisogni quotidiani della comunità.