«Mobilità sostenibile con 500 nuovi mezzi e le infrastrutture?»
MASSA – “Leggendo i quotidiani di questi giorni non ho potuto fare a meno di notare una evidente contraddizione.
Mi spiego meglio” interviene il consigliere di Massa è Un’Altra Cosa Ivo Zaccagna sull’episodio del bambini ferito da un ramo emntre si trovava su un marciapiede. “Lunedì 15, prendiamo atto della notizia di un bambino ferito da un ramo sul marciapiede – riprende quanto accaduto Zaccagna per evidenziare il tema della sicurezza- Un episodio che avrebbe già dovuto aprire una riflessione sul tema della manutenzione e della sicurezza. A rendere la vicenda ancora più paradossale è il fatto che, secondo quanto riportato, la madre del bambino, dopo aver segnalato il pericolo alla Polizia Municipale affinché situazioni simili non si ripetessero, si sarebbe vista contestare una sanzione perché il figlio si trovava in bicicletta sul marciapiede. Non intendo entrare nel merito dell’applicazione delle norme del Codice della Strada, che tutti conosciamo e che devono essere rispettate. Tuttavia, credo sia doveroso interrogarsi sul contesto in cui questi episodi avvengono. Ma torniamo alla “contraddizione”, il giorno dopo Martedì 16,invece, leggiamo con grande enfasi dell’avvio del nuovo servizio di sharing che metterà a disposizione della città 500 tra monopattini ed e-bike.
Un’iniziativa che considero positiva e che va nella direzione di incentivare forme di mobilità più sostenibili.
La domanda però è inevitabile, dove dovrebbero utilizzare questi mezzi i cittadini in condizioni di sicurezza? E soprattutto, dove dovrebbe pedalare un bambino? – chiede il consigliere di opposizione -La realtà è che la nostra città continua a scontare una rete ciclabile insufficiente, spesso frammentata e poco connessa. In molti casi manca una vera alternativa sicura alla carreggiata stradale e, allo stesso tempo, è vietato utilizzare i marciapiedi. Per questo motivo temo che il messaggio che arriva ai cittadini sia profondamente contraddittorio da un lato si invita la popolazione a scegliere biciclette e monopattini, si investe nella mobilità condivisa dall’altro non si realizzano con la stessa determinazione le infrastrutture necessarie a garantire sicurezza e fruibilità. La mobilità sostenibile non può essere misurata soltanto dal numero di mezzi disponibili. Si misura dalla qualità delle piste ciclabili, dalla continuità dei percorsi, dalla sicurezza degli attraversamenti e dalla capacità dell’amministrazione di costruire una città realmente accessibile a chi sceglie modalità di spostamento alternative all’automobile. Per questo rivolgo all’amministrazione una domanda semplice: la città è davvero pronta ad accogliere questi nuovi mezzi? Prima dei proclami e delle inaugurazioni, servono investimenti concreti, una visione strategica e un vero programma di rigenerazione urbana. Solo così la mobilità sostenibile potrà diventare una scelta praticabile e sicura per tutti, e non soltanto uno slogan da utilizzare nelle conferenze stampa”.


