mobilità sostenibile
|«Monopattini e bici in ‘sharing’ a Massa, ma dove li useranno i cittadini in sicurezza?»
Il giorno dopo il bambino ferito dal ramo sul marciapiede e la madre multata, arriva l’annuncio del nuovo servizio di mobilità condivisa: la contraddizione denunciata dal consigliere Ivo Zaccagna
MASSA – Il consigliere comunale di opposizione a Massa (Massa-Carrara), Ivo Zaccagna, rileva quella che definisce «una evidente contraddizione» nella gestione della mobilità urbana a Massa, partendo da due notizie apparse sui quotidiani a distanza di un giorno l’una dall’altra.
Lunedì 15 giugno, si apprendeva del bambino ferito da un ramo caduto sul marciapiede e, secondo quanto riportato dalla stampa, della successiva sanzione contestata alla madre perché il figlio si trovava in bicicletta sul marciapiede. Il giorno seguente, martedì 16, veniva annunciato con «grande enfasi» l’avvio di un nuovo servizio di sharing che metterà a disposizione della città 500 tra monopattini ed e-bike.
«Un’iniziativa che considero positiva e che va nella direzione di incentivare forme di mobilità più sostenibili — afferma il consigliere —. La domanda però è inevitabile: dove dovrebbero utilizzare questi mezzi i cittadini in condizioni di sicurezza? E soprattutto, dove dovrebbe pedalare un bambino?»
Secondo Zaccagna, la città «continua a scontare una rete ciclabile insufficiente, spesso frammentata e poco connessa. In molti casi manca una vera alternativa sicura alla carreggiata stradale e, allo stesso tempo, è vietato utilizzare i marciapiedi». Il consigliere teme che «il messaggio che arriva ai cittadini sia profondamente contraddittorio: da un lato si invita la popolazione a scegliere biciclette e monopattini, si investe nella mobilità condivisa; dall’altro non si realizzano con la stessa determinazione le infrastrutture necessarie a garantire sicurezza e fruibilità».
«La mobilità sostenibile non può essere misurata soltanto dal numero di mezzi disponibili — sottolinea Zaccagna —. Si misura dalla qualità delle piste ciclabili, dalla continuità dei percorsi, dalla sicurezza degli attraversamenti e dalla capacità dell’amministrazione di costruire una città realmente accessibile a chi sceglie modalità di spostamento alternative all’automobile».
«Prima dei proclami e delle inaugurazioni servono investimenti concreti, una visione strategica e un vero programma di rigenerazione urbana — conclude il consigliere —. Solo così la mobilità sostenibile potrà diventare una scelta praticabile e sicura per tutti, e non soltanto uno slogan da utilizzare nelle conferenze stampa».


