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«No case al Murlungo», alla passeggiata presente tutto il centrodestra: «Non è più possibile riportare il progetto a Marina di Carrara»

«La prima scelta purtroppo non è possibile, è possibile rinunciare al finanziamento di 6milioni che andrebbero al progetto successivo in graduatoria e che riguarda un’altra area geografica, Pisa»

CARRARA – Alla passeggiata al Murlungo, la terza,  per dire no al progetto di edificazione popolare che vede la realizzazione di una palazzina di sette piani e di 28 appartamenti, era presente soprattutto quasi tutto il centrodestra di Carrara, con alcune ‘incursioni’ da Massa. Ospiti d’eccezione sono stati il consigliere regionale di Forza Italia Jacopo Ferri, anche grazie al cui interessamento il progetto è stato bloccato da Firenze avendo la Regione Toscana richiesto la bonifica preventiva dell’area, e il deputato della Lega Andrea Barabotti. Presenti i consiglieri del centrodestra Massimiliano Manuel, Andrea Tosi, Massimiliano Bernardi, e dal gruppo misto (ex maggioranza) la consigliere Maria Mattei. All’appello, rispetto alle altre due passeggiate, mancavano Simone Caffaz e Filippo Mirabella (per il centrodestra) probabilmente più per motivi privati che politici e, oltre a loro, si è notata l’assenza del consigliere Cinquestelle Matteo Martinelli: chissà se per un ‘allontanamento’ dal comitato, come insistono alcune voci di corridoio. Presente anche, sempre all’interno della famiglia del centrodestra, Pierlio Baratta di cui si sussurra una sua possibile candidatura per palazzo civico alle prossime elezioni amministrative e il giovane Lorenzo Borghini di Associazione Futura. Un primo elemento emerso con prepotenza dalla passeggiata è che il progetto di sette piani e 28 alloggi non si può convertire nel progetto originale che era stato firmato in primis, lo ricordiamo, dall’ex assessore Cinquestelle Andrea Raggi. Progetto originale che vedeva la realizzazione dell’edificio  presso la ex colonia Vercelli a Marina di Carrara. In caso di rinuncia, come chiede a gran voce il comitato, il finanziamento da 6 milioni di euro provenienti dalla Regione e vincolati alla costruzione ex novo (non si possono utilizzare per recuperare alloggi inagibili che a Carrara sarebbero tanti), passerebbe al progetto arrivato secondo in graduatoria e quindi a Pisa. A spiegarlo sono i due esponenti di centrodestra Ferri e Barabotti. “Credo che questa scelta sia irrazionale e dannosa per la cittadinanza – prende la parola durante la passeggiata Ferri – e per coloro che verranno eventualmente  ad abitare qua. Credo che se ancora si possa mettere  in discussione questa decisione è grazie all’impegno che il comitato Si Resiste che ha posto in essere facendo aprire gli occhi a molti funzionari regionali. Infatti anche a Firenze cominciano a storcere il naso, come vediamo da alcune prese di posizione  legate a questioni tutt’altro che secondarie e che credo dovremmo alimentare per cercare di evitare questo scempio. Non è una battaglia facile perché è stata costruita con quei crismi che possono apparire corretti ma che in realtà sottendono tutta una serie di problematiche oggettivi. Ora abbiamo fatto in Regione un accesso agli atti e chiediamo all’onorevole Barabotti di portare la questione oltre i confini della nostra regione perché questo ci può consentire di fare quella pressione che per ora ci ha portato dei risultati ma che non è stata decisiva per evitare la scelta. Ora la Regione è scettica sulle prospettive del progetto, cerchiamo di dare un segno di forza comune”.  Prosegue Ferri:  “La prima scelta purtroppo non è possibile – dice -, è possibile rinunciare al finanziamento di 6milioni che andrebbero al progetto successivo in graduatoria e che riguarda un’altra area geografica, Pisa. Purtroppo non resteranno soldi a Carrara perché l’amministrazione comunale a suo tempo ha sbagliato a chiedere di spostare  il progetto da Marina di Carrara a qua perché orami questa scelta non è più reversibile. Quindi continuiamo a combattere insieme e sono onorato di poter fare la mia parte”.

Andrea Barabotti raccoglie il testimone di Ferri e promette di portare la questione alla Camera. “Partiamo da un dato chiaro: l’emergenza abitativa esiste? Sì, ma come esiste l’emergenza abitativa esistono a Carrara 220 alloggi sfitti che possiamo riqualificare prima di edificare su un’area che è a valle  del Cumulo N – ricorda a voce forte e chiara Barabotti – che è uno di quelle fonti di inquinamento attivo sul nostro territorio provinciale. Mentre all’interno del Sin e Sir ci sono sparse nella nostra provincia aree che devono essere bonificate ma non sono più fonte di inquinamento attive, questa è una zona che fa parte del Sir che a 500 m ha il famoso cumulo N che è una delle fonti ancora attive. Quindi questa è una scelta assurda sul paino della viabilità, sul piano dell’ambiente, sul piano dei servizi e noi al Governo e a livello nazionale per questa emergenza abitativa anche per quei 220 alloggi che devono essere recuperati a Carrara abbiamo stanziato  10 miliardi di euro con un piano casa che sarà dibattuto e approvato in Parlamento nei prossimi mesi. Allora chiediamo a Carrara di rinunciare a questi 6 milioni perché è stata fatta una scelta  miope? Sì. In funzione della possibilità di recuperare 220 alloggi al posto di 8 dove già esistono e dove i carrarini possono trovare  ospitalità e accoglienza. E’ giusto che un tetto sulla testa ce l’abbiamo tutti ma tra costruire 28 alloggi qui ex novo e risistemare a costi inferiori 220 alloggi che esistono già io credo che nessuno dotato di buon senso possa ritenere questa la scelta giusta. Grazie quindi al comitato e  raccolgo l’invito di Si Resiste per una  iniziativa parlamentare. Grazie ai consiglieri comunali che a destra a anche a sinistra, vedo la consigliera Mattei, poi Tosi, Bernardi, Manuel. Spingeremo l’amministrazione a cambiare idea. Dovete continuare ancora a scendere in strada, non dovete arrendervi”.

Una dei componenti più attivi del comitato è Michel Pinelli che sintetizza il pensiero di tutti: “Chi verrà qua ad abitare avrà bisogno di un negozio alimentare, di un dottore e non ci sono e sono servizi base. C’è una famiglia qua vicino che ha chiesto di fare un lavoro in casa per seminterrare una piscina e il comune non glielo ha permesso perché sono terre da bonificare perché lo stesso sposamento di quelle terre avrebbe potuto nuocere, come se fosse eternit. L’assessore ci ha detto che non faranno delle fondamenta se non leggere: ma 28 alloggi su 7 piani non si fanno con i lego. Pensiamo alla sicurezza perché quando facciamo un alloggio questo deve essere accessibile alle forze dell’ordine, come ai pompieri, come all’ambulanza. Questo diventerà un ghetto e noi abbiamo un rigetto per un sociale alla rovescia perché le persone che non hanno risorse non vanno nascoste ma va fatto loro un servizio: il progetto su Marina di Carrara era stato presentato e vinto su Marina di Carrara all’ex colonia Vercelli era una zona servita e per questo avevano vinto su Massa, le persone sarebbero andate ad abitare  in una zona decorosa invece un anno dopo la vicesindaca propone questo spostamento. Noi ci siamo rivolti a Jacopo perchè la nostra voce venisse portata in Regione, perché questi soldi provengono dalla Regione, per quanto la decisione sia del Comune, e ora la Regione ha fatto sentire la propria voce. Ora ci rivolgiamo ai politici per dire che tutti voi dovete unire la vostra voce a noi”.