i nodi della sanità
|«Liste d’attesa insostenibili a Massa, pre-ospedalizzazione per cataratta fissata a maggio 2027»
Dal caso della cataratta con intervento fissato al 2027, il circolo massese allarga la denuncia alla politica sanitaria nazionale e regionale
MASSA – Il Circolo di Rifondazione Comunista di Massa (Massa-Carrara) denuncia una serie di casi di attese incompatibili con le esigenze di cura dei pazienti, raccolti in pochi giorni attraverso le segnalazioni dei militanti. Tra gli esempi citati: per un intervento di cataratta a una persona anziana la pre-ospedalizzazione sarebbe stata fissata a maggio 2027; le disponibilità per visite otorinolaringoiatriche non sarebbero disponibili prima di un mese; situazioni analoghe riguarderebbero la dermatologia. «Chi può permetterselo chiama un centro privato e in quattro giorni trova l’otorino disponibile o il dermatologo specializzato — si legge nel comunicato —. Le disuguaglianze si misurano anche in questo. Un sistema sanitario che non permette a tutte e tutti, indipendentemente dal proprio reddito, di potersi curare non è tollerabile in un paese civile».
Il circolo allarga la critica alla dimensione politica, rivolgendosi alla Toscana «governata da chi si autodefinisce di sinistra» e denunciando, «senza mezzi termini, come si stia lavorando per distruggere la sanità universale pubblica, figlia delle lotte degli anni ’70».
Come soluzione, Rifondazione Comunista propone «un’imposta patrimoniale progressiva che colpisca le ricchezze dell’1% dei super ricchi, quelli che hanno più di 2 milioni di euro di patrimonio, per finanziare la sanità pubblica a favore dell’altro 99% della popolazione». Il partito accusa di complicità con le lunghe liste di attesa chiunque prenda le distanze da questa proposta, «dalla presidente del Consiglio Meloni alla segretaria del Partito Democratico Schlein, da Matteo Renzi a Calenda, da Giuseppe Conte al generale Vannacci», ritenendo che tale posizione derivi «da puro calcolo elettorale, per paura di perdere il voto dei ricchi milionari». «Calcoli elettorali sulla pelle delle persone non li facciamo — conclude il circolo —. Finché non ci sarà giustizia sociale non ci sarà pace per loro».


