Cecità e grave ipovisione: a Carrara e Massa via al progetto per la prevenzione delle malattie della retina
UICI Massa Carrara, IAPB Italia Onlus, Azienda USL Toscana Nord Ovest e Nausicaa insieme per portare lo screening gratuito vicino ai cittadini, dai paesi a monte alle farmacie comunali
MASSA-CARRARA – Portare la prevenzione visiva fuori dai luoghi tradizionali della sanità, intercettare precocemente i cittadini a rischio e costruire un percorso ordinato tra territorio, medicina generale, farmacie, specialisti ospedalieri e centri di riabilitazione visiva. È questo l’obiettivo di “Uniti contro la cecità e la grave ipovisione – Occhio alla Vista 2”, il progetto di screening territoriale gratuito promosso da UICI Massa Carrara e IAPB Italia Onlus, in collaborazione con Azienda Usl Toscana Nord Ovest, Nausicaa Spa, le Farmacie comunali di Massa e Carrara, i medici di medicina generale, le Pro Loco dei paesi a monte e la rete territoriale coinvolta. Il progetto, che sarà itinerante e a disposizione del cittadino fino al primo trimestre 2027, nasce per favorire la diagnosi precoce delle principali patologie retiniche, con particolare attenzione a maculopatie e retinopatie, che rappresentano una delle cause più rilevanti di grave ipovisione e perdita della qualità della vita, soprattutto nella popolazione adulta e anziana. Importante il contributo dei partner Fondazione Marmo, Fondazione Cassa di Risparmio di Carrara, Nausicaa, Federmanager Massa-Carrara, Nikon Italia e NTC, il cui aiuto concreto ha permesso la realizzazione di un’iniziativa unica e ad altissimo contenuto tecnologico e professionale. Il cuore dell’iniziativa è una rete di accesso diffusa. I cittadini potranno essere orientati verso lo screening attraverso tre canali principali: i medici di medicina generale, chiamati a individuare i pazienti potenzialmente a rischio; le Pro Loco dei paesi a monte, che faciliteranno il contatto con la popolazione nelle frazioni e nelle aree più decentrate; le farmacie comunali, che svolgeranno una funzione di informazione, accoglienza e supporto organizzativo. La parte sanitaria sarà sviluppata in stretto raccordo con l’U.O. Oculistica di Carrara dell’Azienda USL Toscana Nord Ovest, diretta dal dottor Andrea Bernardini. Saranno coinvolti anche la dottoressa Veronica Pianini e il dottor Flavio Dalle Lucche, dirigenti medici oculisti coinvolti rispettivamente nella presa in carico di secondo livello e nella refertazione in telemedicina. Lo screening prevede l’utilizzo di tecnologie di imaging retinico ad alta risoluzione e un percorso semplice per il cittadino: prenotazione, accoglienza in farmacia o presso l’Unità Mobile AMO, esecuzione dell’esame da parte dell’ortottista, acquisizione delle immagini della retina, refertazione specialistica e restituzione dell’esito in busta chiusa. In caso di sospetto clinico rilevante, il cittadino sarà indirizzato verso un percorso di approfondimento e secondo livello presso l’Oculistica di Carrara. Qualora, nonostante la presa in carico specialistica dell’Azienda USL Toscana Nord Ovest, il percorso terapeutico non consenta di ottenere i risultati auspicati, sarà possibile attivare il collegamento con i Centri di Riabilitazione Visiva CERV di Pisa e Firenze, che potranno prendere in carico il paziente per lavorare sul residuo visivo, sostenere il mantenimento della funzionalità visiva il più a lungo possibile e fornire strumenti utili a migliorare autonomia e qualità della vita. Un ruolo centrale sarà svolto anche da Nausicaa Spa, che metterà a disposizione la propria esperienza di raccordo tra servizi, istituzioni e cittadinanza, valorizzando in particolare la rete delle farmacie comunali e il front-office territoriale, oltre a coordinare le operatività del progetto e la campagna pubblicitaria. Il percorso sarà infatti preceduto dall’evento formativo ECM in programma sabato 20 giugno presso la Sala Conferenze di Nausicaa, rivolto a medici di medicina generale, farmacisti, ortottisti e operatori coinvolti. L’obiettivo è condividere criteri di inclusione, segnali d’allarme, modalità di invio, flusso operativo e restituzione degli esiti, in modo da rendere lo screening realmente efficace e appropriato, ma anche fornire strumenti concreti alle figure coinvolte che saranno di supporto nelle loro attività quotidiane anche alla fine delle visite. Le prime sessioni partiranno nel mese di luglio (a Carrara mentre a Massa da settembre) e interesseranno sia i paesi a monte sia le farmacie comunali, secondo un calendario progressivo che sarà diffuso attraverso i canali informativi del progetto, i medici di medicina generale, le Pro Loco, le farmacie e la pagina web di prenotazione dedicata sul sito di Nausicaa www.nausicaacarrara.it.
LE DICHIARAZIONI
«Ormai siamo tutti consapevoli di quanto sia importante garantire l’accesso a una diagnosi precoce e di come sia fondamentale alimentare la cultura della prevenzione. È per questo motivo che la Fondazione Marmo è da sempre impegnata nel sostenere progetti di questo livello, tanto che ogni anno destiniamo una quota importante del nostro bilancio al supporto di iniziative cruciali in ambito socio-sanitario per il nostro territorio – dichiara Bernarda Franchi, presidente della Fondazione Marmo». «Con questo progetto vogliamo portare la prevenzione dove le persone vivono, lavorano e si incontrano – sottolinea Giorgio Ricci, presidente di UICI Massa Carrara –. La tutela della vista non può essere affidata soltanto alla capacità del singolo cittadino di arrivare allo specialista: deve essere una rete a intercettare il bisogno, soprattutto nei territori più periferici e nelle fasce di popolazione più fragili. Uniti contro la cecità e la grave ipovisione – Occhio alla Vista 2” nasce proprio per questo: unire competenze sanitarie, volontariato, istituzioni e presidi di prossimità in un percorso concreto, accessibile e gratuito. Da anni facciamo attività di prevenzione sul territorio in sinergia col sistema sanitario pubblico. Orami più di 20 anni. Da qualche tempo si è inserita Nausicaa: l’idea di questo progetto è di creare un percorso di buone pratiche che partono dal medico di medicina generale. Noi abbiamo fortuna di avere in Toscana dei centri di riabilitazioni fra i migliori a livello nazionale. Questo percorso vuole evidenziare l’esperienza di questi tre anni in cui abbiamo creato 6 ambulatori organizzati in 67 città italiane per screening mirati alla diagnosi precoce e seguiti da uno studio della Bocconi sull’economia sanitaria dove si è evidenziato il costo-beneficio della prevenzione. Quindi c’è anche un risparmio. Riusciremo a portare dati importanti e questo progetto potrebbe rivelarsi un esempio a livello nazionale».
In collegamento da Firenze il professor Gianni Virgili, medico oculista di fama internazionale, professore ordinario di Oftalmologia presso l’Università degli Studi di Firenze e coordinatore del Centro Regionale per l’Educazione e la Riabilitazione Visiva (CERV) ha commentato: «Con Giorgio discutiamo continuamente sulla possibilità di far evolvere i centri di riabilitazione visiva che in Toscana sono una delle realtà meglio strutturate d’Italia e discutiamo sulla complessità di una medicina proattiva centrata sullo screening. Anch’io penso che lo screening della retinopatia diabetica sia un territorio di prova importantissimo che vede molti paesi, inclusa l’Italia, con ancora una organizzazione a macchia di leopardo. Il progetto che garantisce un contatto dei diabetici con diversi professionisti medici per valutare il rischio della retinopatia diabetica utilizzando i moderni sistemi che comprendono le reti informatiche e l’intelligenza artificiale. Per questo credo in quanto proposto: la multidisciplinarità, il coinvolgimento dei cittadini per dare una struttura più periferica possibile agli screening, la capillarizzazione dello screening per di un progetto che a livello nazionale doveva ancora essere fatto. E i centri di riabilitazione visiva si stanno proponendo».
«La diagnosi precoce è decisiva – spiegano dall’équipe oculistica il dottor Andrea Bernardini e la dottoressa Veronica Pianini sottolineando non solo l’intervento sul concreto miglioramento della qualità della vita ei pazienti tramite la prevenzione ma anche il risparmio socio economico– perché molte patologie retiniche possono evolvere in modo silenzioso e manifestarsi quando il danno visivo è già importante. Intercettare i casi sospetti attraverso uno screening strutturato significa migliorare l’appropriatezza degli invii, ridurre i ritardi diagnostici e indirizzare tempestivamente i pazienti verso gli approfondimenti necessari».
Anche Nausicaa farà la sua parte conferma il presidente Antonio Vamenti: «Siamo orgogliosi di essere qua e di partecipare a un progetto che parla di prevenzione per territorio e cittadini. Nausicaa è partita anni fa col progetto occhio alla vista grazie alle nostre farmacie, presidio del territorio. Questi progetti sono andati avanti nel corso degli anni e Nausicaa ha fornito 15mila prestazioni gratuiti: da parte nostra è stato un grande impegno. Ci sono stati screening gratuiti e corsi. Questo progetto è un ulteriore passo avanti rispetto agli screening, qui si va oltre. Nausicaa può dare un contributo importante perché è già presente nella vita quotidiana dei cittadini attraverso servizi di prossimità e ha grandissima esperienza in progetti come questo. Nel 2026 le farmacie comunali diventano non solo luoghi di erogazione di servizi, ma punti di informazione, orientamento e connessione tra cittadini, medici di famiglia e specialisti. È un modo concreto per rendere la rete territoriale più puntuale, più accessibile e più vicina ai bisogni reali delle persone».
Inserito nel progetto c’è anche Federmanager e il suo presidente Enzo Pucciarelli dichiara: «Siamo l’associazione dei dirigenti industriali, molti la considerano come un sindacato però facciamo molte altre cose. Siamo orgogliosi essere qui. Faremo un congresso 11 luglio dove parleremo di prevenzione e sicurezza del lavoro, ci sarà l’Ianil il nostro istituto che sovvenziona le cure medico per i dirigenti. Cià che proponiamo oggi è di portare una tappa dello screening all’interno delle aree lavorative, se ci fosse la possibilità di portare il camioncino all’interno dell’area industriale».
La parola è poi passata alla dottoressa Manola Seppia dell’Ordine dei farmacisti: «Ringrazio tutti coloro i quali hanno partecipato: le farmacie hanno questa missione da sempre di reclutare i pazienti nello screening, avvicinarli allo screening per migliorare la qualità della vita in modo da alleggerire il peso sanitario attraverso la diagnosi precoce».
Fondamentale ance il supporto delle Pro Loco capaci di arrivare in modo capillare e ramificato sul territorio. «Sono consigliere regionale Unpli, unione nazionale Proloco, che conta 6500 associazioni in tutta l’Italia di cui 400 in Toscana – ha ricordato Cristiano Corsini- Su Carrara la rete è molto fitta sui paesi a monte su 11 siamo presenti in 9. Abbiamo una rete che riesce ad attivare più territori facilmente e stiamo cercando di costruire questa rete anche a Massa. Restiamo sempre a disposizione per altre collaborazioni».

