Logo
Filiera marmo, Martinelli (M5s): «Al Tar una partita tutta da giocare. Arrighi e il Pd la vogliono vincere davvero?»
(archivio)

Il consigliere dopo la sentenza della Consulta: «Ci troviamo di fronte all’ennesima dimostrazione fattuale della legittimità degli atti costruiti dai 5 Stelle in materia di cave»

CARRARA – Il consigliere comunale del Movimento 5 Stelle di Carrara (Massa-Carrara) Matteo Martinelli interviene sulla sentenza della Corte Costituzionale in materia di cave, sostenendo che la pronuncia non intacchi l’assetto normativo comunale attualmente in vigore. «La sentenza della Corte Costituzionale non intacca l’assetto normativo comunale ora in vigore — afferma Martinelli —. In attesa delle prossime sentenze del Tar, ad oggi, nell’unica sentenza dei giudici toscani il Comune di Carrara ha vinto e il tribunale ha stabilito la validità dell’articolo 21 nella misura in cui impone la lavorazione del 50% dei materiali nel distretto come requisito per ottenere la premialità dell’allungamento temporale delle concessioni in essere».

Il consigliere rivendica la legittimità del lavoro svolto dal Movimento in materia di cave. «Ci troviamo di fronte all’ennesima dimostrazione fattuale della legittimità degli atti costruiti dai 5 Stelle in materia di cave — sottolinea —, che segue le pronunce positive dei giudici sulle tariffe del lapideo e sui piani attuativi dei bacini estrattivi approvati in consiglio comunale solo dal Movimento. Il Regolamento generale sulle cave approvato dall’amministrazione De Pasquale non subisce alcun danno dalla pronuncia».

Martinelli invita chi volesse modificare l’impostazione attuale a farlo «a viso aperto, senza appigliarsi a una sentenza che sull’articolo 21 non dice nulla. Anzi, forse, a veder bene, la sentenza in alcuni passaggi lo rafforza». Il consigliere precisa che «la norma regionale cassata dalla Corte Costituzionale pretendeva invece di introdurre un obbligo generalizzato non collegato ad alcuna premialità» e che «la cancellazione della legge era un fatto abbastanza prevedibile e che infatti avevamo previsto».

«Vien da chiedersi come mai la Regione nel 2025, senza i 5 Stelle, sia intervenuta con una legge così azzardata e come mai alcuni “commentatori”, vicini all’amministrazione, facciano intendere che è stato buttato tutto alle ortiche, per creare un alibi alla sindaca — aggiunge il consigliere —. Il rischio evidente era di trovarsi davanti a una sentenza che, come avvenuto dieci anni fa con la pronuncia sui beni estimati, mettesse macigni sui contenziosi di merito. Così, per fortuna, non è stato». «Ora la parola torna ai giudici amministrativi. La partita è ancora tutta da giocare — conclude Martinelli —, sempre che la Arrighi e il Pd la vogliano vincere davvero».