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«Appalti fuori controllo a Massa-Carrara, si firmi subito il Protocollo in Prefettura»

«Registriamo esposizioni di centinaia di migliaia di euro nei confronti degli istituti previdenziali per insolvenza nei pagamenti da parte di aziende che aprono e chiudono con una velocità sospetta scaricando sulla collettività i costi dei mancati pagamenti».

MASSA-CARRARA – “Il caso di aggressione che è stato denunciato da un lavoratore nei giorni scorsi, sul quale adesso sta indagando l’autorità giudiziaria che mi auguro passa fare piena luce sulla vicenda nei tempi più brevi possibili, sembra essere solo la punta dell’iceberg di un modello di fare impresa che va cambiato” segnala il segretario generale della Cgil di Massa-Carrara Nicola Del Vecchio. “Nel nostro territorio stiamo infatti assistendo ad una situazione negli appalti e subappalti che è letteralmente fuori controllo – denuncia il sindacalista -. Quotidianamente vengono da noi lavoratori, prevalentemente stranieri, che lamentano condizioni di lavoro degradanti; addirittura, alcuni ci hanno raccontato di dover restituire indietro parte dello stipendio percepito in busta paga a seguito delle minacce subite. Solo nel 2025 sono state più di 100 le vertenze che abbiamo attivato in questo settore, numeri che stanno sensibilmente aumentando in questi primi mesi del 2026. Questo sistema, oltre a danneggiare i lavoratori, danneggia la collettività visto che registriamo esposizioni di centinaia di migliaia di euro nei confronti degli istituti previdenziali per insolvenza nei pagamenti da parte di aziende, il più delle volte società a responsabilità limitata che aprono e chiudono con una velocità sospetta scaricando sulla collettività i costi dei mancati pagamenti. Parliamo di aziende con capitali sociali da 1000, 1500 euro che hanno al loro attivo anche 100 dipendenti. Spesso sono ex dipendenti di cantieri più strutturati ai quali viene chiesto di aprire una società a fronte dell’affidamento di una commessa. I lavori vengono sottopagati, spesso sono oggetto di contestazione, e questo comporta ritardi o mancati pagamenti degli stipendi alle maestranze oltre al non adeguamento alla normativa in tema di sicurezza sul lavoro, come affermato anche dal PISLL che ha comminato numerose sanzioni nel settore. In genere la situazione si protrae per qualche mese, fino a quando diventa insostenibile e porta la ditta improvvisamente a chiudere, riaprendo però al pulito con un’altra natura sociale continuando a lavorare per i grandi player della nautica, che anche grazie a questo meccanismo registrano fatturati e utili da capogiro. Questa situazione – ricorda Del Vecchio – è conosciuta da tutti, abbiamo fatto esposti, vertenze, denunce, provato a sottoscrivere un Protocollo sulla legalità con la Prefettura che ci dicono essere pronto per la firma da due mesi ma che ad oggi non abbiamo ancora sottoscritto. Quel Protocollo inserisce obblighi aggiuntivi e responsabilità per il committente e può rappresentare uno strumento utile a contrastare questo fenomeno, visto che noi un minuto dopo la sottoscrizione lo sottoporremo a tutti i principali player che operano nel settore nautico affinché sia applicato. Cosa deve ancora succedere per arrivare alla firma del Protocollo? – chiede Del Vecchio – Com’è possibile che le istituzioni non si mobilitino celermente per evitare e prevenire situazioni di questo tipo sul nostro territorio? Noi crediamo in questo settore, ma serve il rispetto della legalità anche a garanzia di quegli imprenditori corretti che intendono fare investimenti con consapevolezza”.