La Croce Verde di Zeri ha festeggiato i suoi 40 anni: «Un fondamentale presidio di solidarietà»
Nacque ufficialmente il 24 maggio 1986 grazie alla visione di don Adriano Filippi, ricordato con affetto e riconoscenza da tutta la comunità
ZERI – Una comunità intera riunita per dire grazie a chi, da moltissimo tempo, rappresenta un presidio fondamentale di solidarietà, assistenza e vicinanza sul territorio. La Pubblica Assistenza Croce Verde di Zeri ha, infatti, celebrato il prestigioso traguardo dei suoi 40 anni con una grande festa partecipatissima che si è svolta il 6 giugno a Coloretta, richiamando tantissime persone che hanno voluto riconoscere il grande lavoro svolto dall’associazione. Una giornata intensa e sentita, iniziata con la celebrazione in chiesa, gremita di persone, e proseguita con un momento conviviale: «Sono contenta perché le persone hanno risposto e sono riconoscenti e – racconta la presidente Gabriela Grossi – soprattutto sa cosa facciamo per il territorio e per ciascuno.» La Pubblica Assistenza di Zeri nacque ufficialmente il 24 maggio 1986 grazie alla visione di don Adriano Filippi, ricordato con affetto e riconoscenza da tutta la comunità.
«Don Adriano aveva un sogno che qui è diventato qualcosa di glorioso – spiega -. Aveva già capito quanto fosse fondamentale creare un presidio in un territorio vasto e montano come il nostro, con tanta popolazione anziana e tante difficoltà negli spostamenti». Un’intuizione che negli anni si è trasformata in un servizio indispensabile per tutta la vallata. La Croce Verde opera infatti da Bosco di Rossano fino a Codolo, accompagnando le persone per visite mediche, analisi, Tac, risonanze, terapie e controlli. «Non abbiamo una nostra sede – sottolinea la presidente – ma siamo nel distretto Asl e qui ci occupiamo di affiancare questi servizi e accompagniamo le persone a fare le analisi o dal medico, ritiriamo per loro le medicine, le portiamo a fare visite e poi le riportiamo a casa, oltre ad effettuare naturalmente il servizio di urgenza ed emergenza». Tra i progetti più significativi portati avanti dall’associazione c’è “Mai Soli”, nato per stare vicino alle persone anziane o sole del territorio.
«Le chiamiamo periodicamente per sentire se hanno bisogno di qualcosa – continua – ed è un servizio importante perché in montagna la solitudine pesa molto». Grande attenzione anche verso i più giovani e la prevenzione. La Pubblica Assistenza collabora infatti sia con l’amministrazione comunale che con la scuola attraverso diversi progetti, tra cui quelli sulla donazione del sangue o del tempo e sull’educazione sanitaria. Oltre al fatto che proprio alla scuola l’associazione è riuscita a donare dispositivi salvavita. Nonostante l’affetto della popolazione, però, il tema del volontariato resta delicato: «I volontari iscritti sono tanti, ma quelli realmente attivi sono pochi – ammette la presidente –. I corsi e la formazione sono fondamentali, ma aumentano sempre di più e questo in montagna mette in difficoltà, soprattutto le persone più avanti con l’età che magari non se la sentono più di affrontare continui aggiornamenti».
Una speranza arriva però dai giovani del servizio civile: «Qualche ragazzo c’è e speriamo rimanga anche dopo la fine del servizio civile. Ma il volontariato lo devi sentire dentro, lo devi avere nel cuore. Serve una sensibilità che ti porta verso l’altro che non tutti hanno e noi siamo felici di poter accogliere chi ha tutte queste caratteristiche.» Fondamentale anche il sostegno economico della comunità: «La nostra gente partecipa molto e sostiene generosamente la Croce Verde. Don Adriano aveva a feste e tesseramenti tramite i quali raccogliere fondi per implementare mezzi e servizi. Un aiuto prezioso che si aggiunge ai rimborsi garantiti dall’Asl per i servizi svolti.» Quarant’anni dopo quella intuizione del 1986, la Pubblica Assistenza di Zeri rappresenta ancora un punto di riferimento essenziale per tutta la comunità, soprattutto in un territorio montano dove senza questi servizi non ci sarebbe la possibilità di parlare di continuità e di futuro.

