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Tisg: cinque armatori vincono il ricorso, ma il piano di salvataggio non si ferma
(archivio)

Cosa cambia dopo l’ultima decisione dei giudici e perché la società assicura la piena continuità dei lavori

MARINA DI CARRARA – Nuovo scossone per The Italian Sea Group (TISG). Il Tribunale di Firenze ha parzialmente modificato lo «scudo» legale (le cosiddette misure protettive) che lo scorso 20 aprile era stato concesso al colosso della nautica di lusso per proteggere il proprio patrimonio durante la delicata fase di ristrutturazione dei conti. I giudici hanno infatti accolto il ricorso di cinque importanti armatori, stabilendo che da oggi non saranno più vincolati dal divieto di rompere i contratti con il cantiere.

Cosa ha deciso il Tribunale?

Per capire cosa è successo, bisogna fare un piccolo passo indietro. Quando a marzo TISG ha avviato la «composizione negoziata» per superare il momento di crisi, il Tribunale aveva congelato tutto per quattro mesi: nessun creditore poteva rivalersi sul cantiere e nessun cliente poteva disdire gli ordini delle navi in costruzione.

Cinque armatori, tuttavia, non ci stavano e hanno fatto reclamo. Oggi il Tribunale ha dato loro ragione, spiegando che: le navi in costruzione sono già di proprietà dei clienti che le stanno pagando, quindi non sono beni che appartengono al cantiere o che l’azienda usa come “attrezzi del mestiere”; i clienti non sono normali “creditori” (come le banche o i fornitori che aspettano dei soldi), ma persone che aspettano la consegna di un oggetto. Di conseguenza, lo scudo legale non può applicarsi a loro.

Da oggi, quindi, questi cinque armatori tornano liberi di esercitare tutti i diritti previsti dai loro contratti, compresa la facoltà di mollarli se lo riterranno necessario.

Cosa cambia per il cantiere e per i lavoratori?

A prima vista potrebbe sembrare un brutto colpo per l’azienda di Marina di Carrara, ma la stessa TISG è intervenuta immediatamente per rassicurare il mercato, i lavoratori e l’indotto, spiegando che nei fatti la situazione resta sotto controllo.

Il provvedimento del Tribunale, infatti, ha un raggio d’azione molto limitato:

  • Vale solo per i 5 reclamanti: Lo scudo protettivo resta pienamente valido ed efficace contro tutti gli altri creditori (banche, fornitori) e contro gli altri armatori che non hanno fatto ricorso. Nessuno può bloccare i conti del cantiere.
  • I contratti restano attivi: TISG ha sottolineato che «nella sostanza del rapporto contrattuale nulla cambia». Significa che le trattative e i lavori sulle navi proseguono regolarmente.
  • Il piano di salvataggio va avanti: Questo stop non danneggia i dialoghi avviati con banche e fornitori per rimettere in sesto i conti aziendali seguendo le linee guida già stabilite.

In sintesi, sebbene i cinque clienti abbiano riacquistato la propria libertà contrattuale, il cantiere mantiene intatta la protezione legale sul resto del suo patrimonio e continua a lavorare a pieno ritmo per completare le imbarcazioni in porto, intenzionato a traghettare definitivamente l’azienda fuori dalla tempesta.