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|Cpr ad Aulla, il Consiglio regionale approva il no. Lorenzetti (Pd): «Scelte sbagliate»
Il consigliere Pd difende il modello toscano dell’accoglienza diffusa: «I centri di permanenza hanno dimostrato tutti i loro limiti, la destra locale poco credibile»
AULLA – «Con l’approvazione delle mozioni discusse oggi in Consiglio regionale abbiamo ribadito una posizione chiara: siamo contrari all’ipotesi di realizzare un Cpr ad Aulla e all’ipotesi di un hotspot a Collesalvetti. Due scelte che consideriamo nettamente sbagliate e che si inseriscono in una visione dell’immigrazione fondata su logiche emergenziali, centralizzate e prive di una reale capacità di affrontare il fenomeno migratorio in modo umano ed efficace».
È quanto dichiara Gianni Lorenzetti, consigliere regionale Pd, a margine dell’approvazione in Consiglio regionale della mozione presentata dal gruppo di Avs «In merito alla contrarietà circa l’istituzione di Centri di Permanenza per il Rimpatrio (Cpr)» e alla mozione del gruppo Pd sull’hotspot a Collesalvetti.
«Sul Cpr di Aulla la nostra contrarietà è netta e non nasce oggi. I Centri di permanenza per il rimpatrio hanno dimostrato negli anni tutti i loro limiti. Non rappresentano una soluzione ai problemi legati alla gestione dei flussi migratori e non contribuiscono a costruire maggiore sicurezza nei territori – continua Lorenzetti –. Quando ad Aulla sono stati effettuati i sopralluoghi e sono emerse le prime ipotesi sul Cpr non abbiamo visto, da parte della destra locale, prese di posizione chiare e nette. Oggi assistere a tentativi di distinguersi dalle scelte del governo appare francamente poco credibile. Su questioni di questo rilievo servono chiarezza e coerenza».
«La Toscana – conclude il rappresentante dem – ha costruito negli anni un modello diverso, fondato sull’accoglienza diffusa, sull’integrazione e sulla collaborazione tra istituzioni, terzo settore e comunità locali. Un modello che ha funzionato e che purtroppo è stato progressivamente indebolito proprio dalle scelte dei governi nazionali degli ultimi anni e dai continui tagli alle risorse destinate all’accoglienza. Da sindaco ho visto direttamente come molti Comuni si siano trovati a sostenere costi e responsabilità crescenti senza adeguati strumenti di supporto. Servono percorsi di accoglienza ordinati, diffusi e rispettosi della dignità delle persone, non strutture che rischiano di trasformarsi in luoghi di marginalizzazione e tensione sociale. È questa la differenza tra chi usa l’immigrazione come strumento di propaganda e chi invece vuole governarla con umanità, legalità e responsabilità istituzionale».



