Logo
Lavoratore picchiato per aver chiesto lo stipendio, coro di condanne contro lo sfruttamento nel nautico
(archivio)

Il presidente della Regione Giani: «Chi fa questo non merita di essere definito imprenditore». Fossi (Pd): «Barbarie sociale». Grimaldi (Avs): «Cantieri far west, intervenga la magistratura»

MASSA – La vicenda del lavoratore aggredito in una ditta dell’indotto nautico di via Dorsale a Massa (Massa-Carrara) per aver chiesto il pagamento degli stipendi arretrati suscita immediate reazioni nel mondo politico toscano. Del caso ne abbiamo già parlato in questo articolo.

Il presidente della Regione Toscana Eugenio Giani e l’assessore al Lavoro Alberto Lenzi esprimono solidarietà al lavoratore e auspicano che «le autorità competenti giungano rapidamente a fare chiarezza sui fatti». «Chiunque si renda autore di violenze su un lavoratore che chiede legittimamente di vedere pagato il proprio stipendio va condannato pesantemente e non merita di essere definito imprenditore», dichiarano i due. Giani e Lenzi chiedono poi «una riflessione seria da parte del mondo delle imprese e dei diversi livelli istituzionali sui meccanismi distorsivi generati dal sistema degli appalti e dei subappalti e sui fenomeni di sfruttamento lavorativo», sottolineando la necessità di aumentare gli organici degli Ispettorati del lavoro, «attualmente insufficienti». «Il caso di violenza che si è verificato a Massa non è purtroppo un fatto isolato in Toscana — concludono — e troppe volte negli ultimi tempi abbiamo assistito a episodi che hanno calpestato duramente la dignità e la civiltà del lavoro».

Toni ancora più duri quelli del deputato e segretario del Pd Toscana Emiliano Fossi. «Quanto denunciato a Massa-Carrara non è solo un fatto inaccettabile, è una vergogna che ferisce al cuore l’identità e la storia della Toscana — afferma Fossi —. Un operaio picchiato perché chiede il salario, ditte “apri e chiudi” nate solo per evadere e aggirare i contratti, lavoratori migranti ricattati e privati dei diritti più elementari: questa non è economia, è barbarie sociale». Il segretario dem punta il dito sui vertici della filiera: «Parliamo della nautica, un comparto che rappresenta un’eccellenza globale e che macina utili straordinari. I grandi marchi non possono più alzare le spalle e far finta di non sapere cosa succede nella giungla dei loro subappalti. Il profitto non può essere estratto sulla pelle e sulla carne dei lavoratori più vulnerabili». Fossi annuncia iniziative «in ogni sede istituzionale, a Firenze come in Parlamento», e chiede «l’attivazione immediata di un protocollo con la Prefettura per blindare la responsabilità dei grandi committenti».

Interviene anche il vicecapogruppo di Alleanza Verdi e Sinistra alla Camera, Marco Grimaldi, che definisce quanto accaduto «un altro pezzo di quel sistema di sfruttamento e illegalità che il Governo continua a ignorare». «Ancora una volta ridotti in schiavitù sono giovani stranieri, ricattabili e con tutto da perdere — afferma Grimaldi —. Sono cantieri far west, in cui infortuni e malattie non vengono tollerati, in cui ditte aprono e chiudono alla velocità della luce. Su questo contesto pretendiamo che faccia luce la magistratura. Altro che giusto salario».