legambiente e europa verde
|Auto vandalizzate sulle Apuane, la condanna degli ambientalisti: «Un vile atto di squadrismo»
APUANE – Legambiente condanna fermamente i gravi atti di vigliacca intimidazione, minacce verbali e danneggiamenti alle auto compiuti domenica 7 giugno contro i partecipanti all’escursione consapevole, organizzata in Val Serenaia da Apuane Libere e da altre associazioni, con l’intento di far toccare con mano le devastazioni del paesaggio e degli ecosistemi prodotte dal modello estrattivista di escavazione sulle Apuane.
«Chiediamo che i responsabili siano individuati celermente e siano chiamati a rispondere, anche penalmente, delle azioni commesse – spiegano in una nota congiunta i circoli di Legambiente Toscana, Carrara, Massa-Montignoso, Versilia e Lunigiana –. Lo scontro inevitabile tra posizioni contrapposte può anche essere duro, ma deve sempre mantenersi entro i limiti di un confronto democratico e nonviolento. Aggredire chi esprime civilmente e democraticamente la propria opposizione alla distruzione della montagna finisce anche per dimostrare che “il gigante ha i piedi di argilla” e che chi difende ostinatamente l’escavazione del marmo sulle Apuane non è in grado di trovare solide ragioni per sostenere la propria causa e ricorre alla prepotenza e all’intimidazione come ultima spiaggia».
«Vogliamo esprimere la nostra fraterna solidarietà ad Apuane Libere e alle altre associazioni con cui condividiamo la battaglia per la salvaguardia delle Apuane e a tutti i cittadini che hanno preso parte all’escursione consapevole, avendo a cuore la difesa di un prezioso bene comune quali sono le Alpi Apuane. Vogliamo infine ribadire che non ci faremo mai intimidire dalle violenze di “ignoti vigliacchi” e che continueremo, insieme alle altre associazioni, a combattere il modello estrattivista di escavazione del marmo e a chiedere, come abbiamo fatto anche nel nostro convegno del 22 maggio a Forte dei Marmi, la chiusura progressiva di tutte le cave che sono all’interno del Parco delle Alpi Apuane e la sostituzione dell’economia del marmo con attività ecologicamente sostenibili».
L’affondo dei Verdi: «Intimidazione di stampo mafioso»
Sulla stessa linea di totale fermezza si schiera anche la federazione provinciale di Europa Verde – Verdi di Massa-Carrara, per bocca della coportavoce Maria Chiara Bontempi. Quello che è accaduto il 7 giugno sulle Alpi Apuane viene definito come un fatto gravissimo e intollerabile. Una manifestazione che doveva rappresentare un momento di democrazia, alta e partecipata, si è conclusa con un atto violento.
L’escursione consapevole era regolarmente comunicata alle autorità e scortata dai Carabinieri, e ha coinvolto circa 300 persone di tutte le età. A dare ulteriore significato all’iniziativa erano presenti i consiglieri regionali di Alleanza Verdi e Sinistra Diletta Fallani, Massimiliano Ghimenti e Lorenzo Falchi. Al rientro, diverse decine di auto dei partecipanti e del personale del gruppo sono state trovate pesantemente vandalizzate.
Fiorella Zabatta, co-portavoce nazionale di Europa Verde ed esponente di Europa Verde – Verdi di Massa-Carrara, ha dichiarato: «Vandalizzare decine di auto non è teppismo, è un atto di squadrismo ambientale, un’intimidazione di stampo mafioso volta a silenziare chi si oppone allo scempio delle “montagne in polvere”».
I consiglieri regionali toscani hanno espresso profonda amarezza: «Un gesto vigliacco che sembra voler dire “questa montagna è cosa nostra, statevene lontano”. Ma lo diciamo con chiarezza: quelle montagne sono un bene comune, sono la casa di tutti e le nostre idee non si fermeranno. Come Europa Verde – Verdi di Massa-Carrara ribadiamo che nessuno mette in discussione l’occupazione dei lavoratori delle cave, che va salvaguardata. Chiediamo però che le attività siano svolte in modo corretto, sicuro e sostenibile, avviando un percorso di riconversione per contrastare lo spopolamento del territorio, la definitiva manomissione delle falde di acqua potabile, la cancellazione di interi ecosistemi».
Esposto a ministero e prefettura
Il gruppo consiliare ha già annunciato azioni legali immediate. Verrà inviata una lettera ufficiale al prefetto e al Ministro dell’interno per chiedere la massima attenzione e un intervento urgente su questo episodio. Nel frattempo, i partecipanti colpiti sporgeranno regolare denuncia.
«Non possiamo ignorare la gravità di quanto accaduto – conclude la consigliera regionale Diletta Fallani –. In una democrazia il dissenso si esprime con il confronto delle idee, non con la paura, le minacce o i danneggiamenti. Chi soffia sul fuoco dell’odio contro gli ambientalisti deve assumersi la responsabilità politica di questo clima. Risponderemo con la trasparenza, la legalità e una presenza ancora più forte sul territorio».




