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«Niente centraline per l’aria al porto di Marina di Carrara»: l’allarme degli ambientalisti dopo il caso “Report”

«Abbiamo inviato nei giorni scorsi alla Regione e all’assessore all’Ambiente David Barontini, la richiesta affinché  vengano installate almeno due impianti per il monitoraggio della qualità dell’aria in Zona Industriale, sugli assi viari principali, e in zona portuale».

MASSA-CARRARA – La  tanto discussa questione sul rischio  sanitario associato ad inquinanti atmosferici  della popolazione residente in aree Sin e Sir di Massa-Carrara è stata  oggetto di valutazioni da parte delle  associazioni   ISDE (Medici per l’Ambiente), Legambiente Massa, Carrara e Montignoso, Arci (Comitato proviniciale),  e l’Azione Cattolica Italiana Diocesi di Massa Carrara e Pontremoli. L’argomento è stato discusso anche nelle scorse settimane attraverso riunioni all’interno del progetto “Sintesi”, al quale hanno partecipato tante realtà associative e dei cittadini, i comuni di Massa e Carrara, responsabili Asl, Arpat, Cnr, rappresentanti aziende e categorie economiche. Tutto è iniziato con una delibera regionale 1018 del settembre 2024  con la quale la Regione approva  un programma  di ricerca e di  indagini sui rischi sanitari in queste aree. Analogo studio  è in fase di svolgimento nei Sin di  Livorno  e Piombino  con il progetto “Insinergia “. “Le analisi a suo tempo effettuate da Sogesid (partecipata ministeriale), la struttura incaricata  degli  studi e della progettazioni dei processi di bonifica nell’area industriale – si legge nel comunicato congiunto di Legambiente, Isde, Arci e Azione Cattolica -, ha dimostrato la persistenza di una grande quantità di inquinanti nelle acque di falda, e nei numerosi  pozzi ufficiali e anche in quelli  non censiti presenti nelle adiacenze della Zona Industriale Apuana (ZIA). E’ probabile che essi siano ancora utilizzati, sia in agricoltura che per uso alimentare: tali  pozzi sono vicino ad impianti dove avvennero pericolose lavorazioni chimiche i cui residui sono appunto ancora presenti, nel terreno e  nelle acque. Nelle aree Sin di Livorno e Piombino – proseguono le associaizoni preoccupate –  si stanno svolgendo  studi  di Biomonitoraggio Umano, in grado di misurare le concentrazioni degli inquinanti nelle matrici biologiche, sangue, urine e saliva. Un’altra criticità presente sui nostri territori è  il monitoraggio della qualità dell’aria – aggiungono un nuovo passaggio le associazioni sanitarie e  ambientaliste -. Campagne  a livello nazionale come  quelle di Isde o di Legambiente rilevano dati che hanno bisogno di essere attenzionati. La trasmissione Report del  26/04/26 ha mostrato la situazione in molte città, sedi di importanti attività portuali. Dallo stesso report annuale Arpat è confermato che nei due Comuni di Carrara e di Massa risultano attive e monitorate soltanto 2 centraline, in zone urbane, ma nessuna che monitori l’aria del Porto di Marina di Carrara, dove insistono notevoli movimenti navali e intenso traffico di mezzi pesanti (sia per i trasporti da e verso l’esterno, sia per le stesse movimentazioni sulle banchine, oltre alle emissioni generate dai cargo attraccati) e nessuna in Zona Industriale Apuana, dove accanto a nuove attività, anche a significativa capacità di emissioni in atmosfera, permangono i «lasciti» nefasti delle vecchie industrie. Come associazioni del territorio di Massa e di Carrara siamo estremamente preoccupati per i possibili effetti nocivi sulla salute delle nostre popolazioni, già gravemente provate dagli effetti dell’inquinamento delle vecchie lavorazioni, dalla permanenza appunto nell’area apuana di un Sin e di un Sir e come attestato sul piano sanitario ed epidemiologico dallo studio “Sentieri”. Le nostre associazioni  hanno inviato nei giorni scorsi  alla Regione Toscana, all’assessore all’Ambiente David Barontini, al responsabile del settore Ambiente e salute la richiesta  affinché  vengano installate al più presto almeno altre due centraline per il monitoraggio della qualità dell’aria in Zona Industriale, sugli assi viari principali, e in zona portuale. Alla stessa regione è stato richiesto  di attivare il Cnr, dotandolo di risorse e strumenti adeguati per effettuare, così come a Livorno e Piombino il biomonitoraggio  umano  quale screening anche nelle aree Sin e Sir di Massa-Carrara”.