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Operazioni di sbarco concluse, durante la notte i migranti di Open Arms partiranno per i centri di accoglienza

L’assessore regionale: «La Toscana è una terra accogliente e solidale. Ribadisco quanto già detto con il presidente Giani, non vogliamo un Cpr, non è il nostro modello di accoglienza, noi vogliamo integrazione e politiche di integrazione»

MARINA DI CARRARA – Lo sbarco è finito e tutti e 58 i migranti, di cui 24 minori, arrivati con la Open Arms attraccata al nostro scalo intorno alle 21.00, sono stati accompagnati a Imm per le verifiche sanitarie e le operazioni di riconoscimento. Nella notte, dopo un pasto per rifocillarsi, partiranno alla volta delle strutture di accoglienza a cui sono stati destinati. Presenti allo sbarco la sindaca di Carrara Serena Arrighi: “Questo è il 22° sbarco, la terza volta per la Open Arms – dichiara dalla banchina Buscaiol dove la ong è attraccata – sono poco meno di 60 le persone, ci sono molti minori. Ribadisco però che non ha alcun senso far fare tutti questi km a chi ha già sifferto. Sono persone che comunque noi vogliamo accogliere, tanto vale che arrivino nei porti più vicini a dove sono stati salvate, perché sono persone che soffrono. Dopo aver ricevuto le prme cure mediche e le veerifiche verranno portati al padiglione di Imm dove verranno approfondite le verifiche dal punto di vista sanitario e della sicurezza, riceveranno un pasto e verranno portate alle loro destinazioni finali”. Per la Regione è presente l’assessore  Alessandra Nardini: “Voglio ringraziare l’amministrazione di Carrara, la Prefettura e tutte le associaizoni di volontariato, il terzo settore che sta dimostrando di essere una catena umana importantissima per accogliere queste persone che hanno affrontato un viaggio di sofferenza. Persone in gran numero minori. La Toscana è una terra accogliente e solidale. In Toscana, ribadisco quanto già detto con il presidente Giani, non vogliamo un Cpr, non è il nostro modello di accoglienza, noi vogliamo integrazione e politiche di integrazione su cui abbiamo investito in questi anni, al contrario del governo nazionale che fa solo propaganda strumentale e sqalliada sula  pelle di persone più fragili, ma la Toscana non si tira indietro quando c’è bisogno di accogliere persone: questo è il nostro modello”. Sulla provenienza il prefetto fa riferimento a paesi quali Sudan, Eritrea, Egitto, Bangladesh e Somalia.