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Carrarese, Galloppa e Magnanelli in pole per il dopo Calabro

La caccia al nuovo tecnico entra nel vivo. L’obiettivo è dare continuità a un progetto che ha già dimostrato il proprio valore

L’ufficialità dell’addio di Antonio Calabro non è ancora arrivata, ma a Carrara il lavoro per individuare il suo successore è già partito. Con il tecnico salentino ormai sempre più vicino al Padova, la dirigenza azzurra è chiamata a una scelta delicata: trovare l’uomo giusto per proseguire un percorso che negli ultimi anni ha regalato risultati storici e consolidato la presenza della Carrarese in Serie B.

Tra i nomi che circolano con maggiore insistenza stanno guadagnando terreno quelli di Daniele Galloppa e Francesco Magnanelli. Due profili giovani, accomunati da una forte voglia di emergere e dalla possibilità di rappresentare una scommessa intrigante per il futuro del club apuano. La sensazione è che la società stia orientando le proprie valutazioni verso un allenatore capace di inserirsi in un contesto già ben definito, senza rivoluzioni ma con idee fresche e nuove motivazioni.

Quello di Daniele Galloppa, peraltro, è un nome che a Carrara in molti ricorderanno bene. L’ex centrocampista ha infatti già indossato la maglia della Carrarese nella seconda parte della stagione 2016/17, arrivando nel mercato di gennaio per dare esperienza e qualità a una squadra impegnata nella lotta per evitare la retrocessione. Quell’annata si concluse con una salvezza sofferta, conquistata attraverso i playout, e Galloppa contribuì al raggiungimento dell’obiettivo mettendo al servizio del gruppo il bagaglio accumulato in una carriera di alto livello. Prima dell’approdo in azzurro aveva infatti vestito, tra le altre, le maglie di Parma, Modena e Siena, collezionando anche presenze con la Nazionale italiana. Un passato importante che oggi potrebbe rappresentare un ulteriore elemento di fascino nella sua eventuale candidatura alla panchina della Carrarese.

Il punto di partenza resta un organico che ha dimostrato solidità e competitività. La squadra che ha conquistato la promozione e poi mantenuto la categoria nelle ultime due stagioni conserva una base importante sulla quale costruire il futuro: proprio per questo la dirigenza non sembra intenzionata a stravolgere il gruppo. Dopo tre anni di lavoro con lo stesso allenatore, un cambiamento può trasformarsi in uno stimolo aggiuntivo, e il desiderio di confermare quanto di buono fatto finora e di dimostrare il proprio valore anche sotto una gestione differente potrebbe diventare un fattore determinante.