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|Fdi: «Marina di Massa e la nostra costa tra degrado e insicurezza: il declino di una perla della Riviera Apuana»
MASSA – Riceviamo da Marco Amorese, del coordinamento comunale di Fdi, e pubblichiamo.
«Un tempo meta di un turismo balneare per famiglie, artisti e poeti, celebre per i suoi villini Liberty, la vista mozzafiato sulle Alpi Apuane e una movida elegante, oggi Marina di Massa offre uno spettacolo ben diverso. Chi passeggia oggi per il centro o sul lungomare non può fare a meno di notare i segni di un declino che sembra farsi ogni anno più profondo. Tra arredo urbano fatiscente, aree abbandonate e una crescente percezione di insicurezza, la nostra bella Marina lancia un grido d’allarme che residenti, commercianti e turisti non possono più ignorare.
Il primo impatto visivo è purtroppo legato alla mancanza di cura del dettaglio. L’arredo urbano, che dovrebbe essere il biglietto da visita di una località turistica, versa in condizioni critiche: molte panchine e fioriere pubbliche sono danneggiate, altre, come in via Colombo, sono «sparite» e ci auguriamo che possano essere nuovamente ricollocate al più presto. Inoltre non vi è una linea uniforme: le panchine per Marina di Massa sono una differente dalle altre. Le fioriere, anziché ospitare piante curate, spesso si trasformano in cestini improvvisati per i rifiuti.
Anche sul fronte di pavimentazione e marciapiedi, camminare in alcune zone del centro o nelle strade interne significa fare i conti con piastrelle divelte e buche pericolose, un rischio per pedoni e per la ciclabilità. L’illuminazione è carente in alcune strade, lasciando intere zone d’ombra non appena cala il sole.
Il simbolo di questa paralisi resta per molti la gestione delle aree pubbliche e delle piazze principali, che mancano di una visione d’insieme e di una manutenzione costante, riducendo il centro a uno spazio spoglio e poco accogliente. Servirebbe avere un piano ben definito anche per le zone pedonali: la nostra piazza Betti è in realtà una rotonda, e le strade ai lati della piazza dovrebbero essere una vera e propria passeggiata, magari rifacendo le stesse vie con materiali alternativi che non siano asfalto e posizionando delle belle fioriere removibili al posto delle solite e brutte transenne che delineano la Ztl.
Il degrado passa anche dalle strutture abbandonate: non è solo un fattore estetico, ma strutturale. A pesare sono soprattutto i grandi complessi abbandonati, con immobili privati un tempo gloriosi e cantieri mai terminati che si sono trasformati in veri e propri «buchi neri» urbani. Questi spazi, oltre a deturpare il paesaggio a due passi dalla spiaggia, diventano inevitabilmente ricettacolo di sporcizia e discariche abusive a cielo aperto. Marina di Massa, inoltre, non è solo piazza Betti: la cura del verde nelle strade e nei parcheggi è limitata a qualche taglio e non a una programmazione costante.
La conseguenza diretta del buio e dell’abbandono è il crollo della sicurezza, reale e percepita. Con l’arrivo della sera, ma non solo, alcune aree di Marina di Massa – in particolare la zona intorno al pontile, piazza Bad Kissingen, i parchi pubblici e i vicoli meno illuminati – cambiano volto.
Alcune testimonianze dei residenti descrivono un cambiamento nelle abitudini: se prima si poteva tranquillamente passeggiare fino a tarda sera con serenità, oggi dopo una certa ora c’è da aver paura. Le telecamere di videosorveglianza non bastano se non vi è un presidio costante sul territorio. Si moltiplicano inoltre le segnalazioni di episodi di spaccio alla luce del sole o nei pressi delle pinete e dei parchi, oltre a vandalismi, risse e schiamazzi; servono più controlli da parte delle forze dell’ordine.
Marina di Massa non merita questo presente. Le sue potenzialità restano enormi: la vicinanza alla Versilia, la bellezza naturale del territorio e l’eroica resistenza dei commercianti locali che, nonostante tutto, continuano a investire nelle proprie attività.
Per invertire la rotta non bastano più i piccoli interventi-tampone prima dell’inizio della stagione estiva. È necessario un piano straordinario di riqualificazione urbana che preveda la sostituzione di panchine e fioriere e il potenziamento dell’illuminazione pubblica, oltre a eventi costanti che possano portare persone tutto l’anno. Perché Marina di Massa, così come la zona di Ronchi, Poveromo e Partaccia, non può esistere solo nella stagione estiva.
Tutti questi problemi sono riscontrati purtroppo in tutta la nostra costa: Ronchi, Poveromo e Partaccia hanno bisogno di una ripartenza immediata. Non basta dare un tocco di trucco qua e là, servono interventi programmati seri e importanti. Solo restituendo bellezza, decoro e sicurezza la nostra bellissima costa potrà sperare di tornare ai fasti di un tempo, non più come una Cenerentola, ma come la perla che è sempre stata».


