l’analisi
|Rapporto economia, Confcommercio Massa-Carrara: «Crescita sì ma senza ricadute diffuse»
Il presidente provinciale Ciuffi commenta i dati Isr: «Il piccolo commercio soffre. Preoccupa il crollo del credito alle piccole imprese: meno 7,6%»
MASSA-CARRARA – Confcommercio ha seguito «con grande interesse» la presentazione del Rapporto economia pubblicato dalla Camera di commercio della Toscana nord-ovest e realizzato in collaborazione con l’Istituto di studi e ricerche, che sul territorio di Massa-Carrara evidenzia importanti segnali di crescita in alcuni comparti strategici (qui la notizia). «Indicatori certamente positivi – afferma il presidente provinciale di Confcommercio Bruno Ciuffi – ma che, paragonati ad altri comparti con maggiori criticità, impongono alcune doverose riflessioni. In primo luogo, la crescita registrata dai comparti-traino non si traduce automaticamente in una maggiore ricchezza diffusa per l’intero sistema economico provinciale».
«In altre parole – aggiunge Ciuffi – i benefici generati dai settori più dinamici faticano a produrre ricadute concrete sul tessuto economico locale e sulle attività che operano quotidianamente a contatto con cittadini e consumatori. Per Confcommercio si tratta di un tema centrale: un territorio può dirsi realmente in crescita solo quando lo sviluppo coinvolge in modo equilibrato l’insieme delle sue componenti economiche. Se esistono comparti che corrono e altri che restano fermi o avanzano con difficoltà, è necessario costruire strumenti e strategie capaci di creare connessioni virtuose tra le diverse filiere produttive. Pensiamo ad esempio al comparto degli ambulanti, che segna un meno 4,3 per cento, o a quello del piccolo commercio al dettaglio, fermo a un meno 0,4 per cento. Fa da contraltare, in senso positivo, l’aumento del 4,1 per cento delle presenze turistiche, ma è chiaro che occorra un ragionamento su ampia scala».
«Da qui – sottolinea Ciuffi – la richiesta di aprire tavoli permanenti di confronto e concertazione tra istituzioni, associazioni di categoria e rappresentanti del mondo economico, con l’obiettivo di individuare percorsi condivisi che consentano ai settori più forti di svolgere un ruolo trainante anche nei confronti di quelli maggiormente in sofferenza».
«Accanto a questo aspetto – afferma ancora il presidente – Confcommercio esprime forte preoccupazione per la significativa contrazione dell’accesso al credito da parte delle piccole imprese, pari a un meno 7,6 per cento per le aziende con meno di 20 dipendenti. Un fenomeno che colpisce direttamente una parte fondamentale della nostra base associativa e che rischia di produrre conseguenze molto pesanti nel medio e lungo periodo. Le piccole imprese, spesso a conduzione familiare o con strutture organizzative limitate, rappresentano un patrimonio economico e sociale insostituibile per il territorio. Sono attività che garantiscono occupazione, presidio dei centri urbani, servizi di prossimità e coesione sociale. Negare loro la possibilità di accedere al credito significa limitare la capacità di investire, innovare, affrontare le trasformazioni del mercato e programmare il futuro».
«In molti casi – insiste Ciuffi – non si tratta soltanto di frenare la crescita, ma di mettere a rischio la stessa sopravvivenza di aziende che costituiscono l’ossatura dell’economia locale. Per questo Confcommercio ritiene indispensabile approfondire una riflessione già in atto con il sistema bancario e con tutti i soggetti coinvolti, affinché vengano individuate soluzioni in grado di favorire un accesso al credito più agevole e sostenibile».
«A tale proposito – termina il presidente – giova ricordare come Confcommercio, proprio perché conscia da tempo di queste difficoltà di accesso al credito per i propri associati, negli ultimi mesi abbia dato vita a diverse azioni di partnership e collaborazioni con alcuni dei principali istituti di credito del territorio, proprio perché intenzionata in tutti i modi a portare un proprio contributo alla risoluzione o comunque mitigazione del problema».


