Logo
«Dissesto idrogeologico e strade colabrodo, montagna massese dimenticata». Rifondazione all’attacco

Il Circolo della Montagna denuncia i cedimenti a Forno, Casette e Resceto. Il focus sui dati Ispra: «Massa è il comune toscano con più abitanti in aree a rischio frane»

MASSA – «Ancora una volta, ci troviamo nella condizione di dover denunciare il preoccupante stato delle strade delle nostre montagne e, di conseguenza, il grave e annoso dissesto idrogeologico che le accompagna. In particolare, parte delle carreggiate di via Vergheto (località Ilci sopra Forno), della strada comunale di Casette e di via Alta Tambura nei pressi di Resceto presentano importanti cedimenti strutturali. Le parti interessate sono state transennate e nulla più. Gli automezzi continuano a transitare a loro rischio e pericolo, nell’esasperazione degli abitanti. Da aggiungere che, da qualche giorno, il semaforo posto sulla comunale di Casette, prima dell’acquedotto, è sparito: ne chiediamo una nuova installazione per la sicurezza di tutti i cittadini». Il Circolo della Montagna di Rifondazione comunista di Massa (Massa-Carrara) denuncia i cedimenti nelle frazioni di Forno, Casette e Resceto e pone il focus sui dati Ispra.

«Non solo, a tutto questo bisogna aggiungere le ormai frequenti frane verificatesi lungo la sponda destra del Frigido e del torrente Renara che non sono mai state messe in sicurezza. Il punto è che adesso, con la bella stagione, proprio nei pressi di tali zone le persone vanno a fare il bagno mettendo così a rischio la propria incolumità. E infatti l’anno scorso una donna di Casette è rimasta coinvolta in un episodio franoso, per fortuna senza riportare gravi danni. Sarebbe compito delle istituzioni – evidenza il circolo – fare in modo che questi episodi non si verifichino più. Segnaliamo, inoltre, che ad oggi nemmeno il sentiero del Bizzarro è stato messo in sicurezza, nonostante uno stanziamento di 169 mila euro da parte della Regione per un intervento di recupero da portare a compimento entro il 2026. Siamo già a metà anno e ancora nulla si è mosso e molto probabilmente i tempi non saranno rispettati, visto che sono previsti cinque mesi di lavoro, da cui vanno scalati i giorni di impossibilità di lavoro dettati da agenti atmosferici avversi. Ci sarebbe da approfittare del periodo estivo per portare avanti il grosso dell’intervento, ma nulla è stato fatto fino ad ora. Come al solito, si rincorre l’emergenza senza nessun piano serio di studio e prevenzione».

«Infatti, se guardiamo i dati Ispra della nostra città scopriamo che il 17% del territorio comunale è classificato come zona a pericolosità elevata di frane, con una popolazione al proprio interno pari a 4.074 abitanti, mentre l’8,6% del territorio è classificato come territorio a pericolosità molto elevata, con una popolazione di 2.245 abitanti. In totale, il 25,6% del territorio del nostro comune è a rischio elevato o molto elevato di frane, con 6.319 abitanti coinvolti, il 9,3% dell’intera popolazione del comune di Massa. Questi numeri – aggiunge Prc – fanno della nostra città il comune toscano con più popolazione in aree a rischio frane, davanti a Camaiore, Lucca e Carrara; un primato non certo invidiabile! Si tratta, a questo punto, di una condizione geologica permanente che richiederebbe un monitoraggio continuo e una gestione attenta del territorio, volta alla prevenzione più che alla sola risposta all’emergenza. I cambiamenti climatici, intensificando i fenomeni meteorologici estremi, in aumento rispetto al 2024, vanno ad acuire il già grave dissesto idrogeologico presente sul nostro territorio. Consumo di suolo (aumentato negli ultimi anni), cementificazione e scarsa manutenzione completano il desolante quadro. Di una gestione attenta e preventiva del territorio non vediamo nulla, si pensa solo a rincorrere mere passerelle elettorali che gettano fumo negli occhi dei cittadini e non risolvono nessun vero problema».