Rissa in via Rinchiosa, gli esercenti sbottano: «Siamo abbandonati, servono controlli»
«Le pattuglie che girano con gli agenti seduti in macchina non servono, bisogna camminare sul territorio, fermare i ragazzi, togliere loro le bottiglie di vetro e gli alcolici e se sono minori si faranno multe ai locali che gli hanno dato da bere e ai genitori»
MARINA DI CARRARA – “La situazione dopo l’ordinanza è peggiorata” contestano Giacomo Timbro del Bon Pro e Gian Maria Menconi del Bristol. Sono due dei locali al centro del quadrilatero marinello (via Rinchiosa, via Ingoldstadt, via Genova e via Venezia) posti proprio in via Rinchiosa, nell’occhio del ciclone. Anche loro come tutti gli altri sono tenuti a chiudere in via anticipata, per via dell’ordinanza adottata proprio con l’intenzione di cercare di mitigare la violenza che si scatena tra i ragazzi nei fine settimana. Non nasconde la rabbia Giacomo Timbro: “Qua non funziona niente, anzi forse va peggio. Sono due mesi e tre ponti che andiamo avanti con queste limitazioni – commenta osservando– limitazioni che hanno funzionato poco e male con il covid, figuriamoci per una cosa del genere. Non è giusto, noi lavoriamo e paghiamo tantissime tasse. Stamani non hanno nemmeno ritirato né la plastica, né il vetro ei la gente che viene da Milano, Parma da fuori cosa pensa? Stanno maltrattando questa città in un modo che non si merita. Non solo noi imprenditori che abbiamo investito moltissimo, non se lo merita la città con tutti questi problemi dovuti al menefreghismo – chiosa arrabbiato per poi proseguire – Le pattuglie che girano ma con gli agenti seduti in macchina non servono a niente, bisogna camminare sul territorio, fermare i ragazzi, togliere loro le bottiglie di vetro, togliere gli alcolici, avere il bidone vicino e buttare via le bottiglie, prendere i documenti e se sono minori si faranno multe ai locali che gli hanno dato da bere e ai genitori: solo così si trova la strada giusta, invece facendo chiudere i locali che sono l’unica luce di una città non si arriva da nessuna parte. Noi chiudiamo all’una e abbiamo mezz’ora per pulire, togliere tutto e levare anche le sedie, eppure non si trovano che bottiglie che poi possono essere usata come arma. Perché dobbiamo avere tutti questi problemi? Cosa abbiamo fatto di male? Io ho 8 dipendenti per esempio ma anche tanti altri che hanno investito, perdiamo soldi e senza risolvere niente. L’unico controllo che ho visto fare è della Finanza che mi è venuta a controllare il registratore di cassa. Non controllano le persone, perché? Provate a fare gli imprenditori per capire cosa ci sta succedendo”. La stessa rabbia di Gian Maria del Bristol: “Questa ordinanza è un fallimento totale anzi è peggiorato tutto – ripete – Non ci sono controlli, vengono solo a controllare se chiudiamo. A parte il primo giorno dell’ordinanza quando c’è stato un forte spiegamento di forze dell’ordine, il giorno dopo non c’era già più nessuno. Ci hanno abbandonato a noi stessi. Stiamo subendo un danno per una situazione di cui non siamo responsabili e in più la situazione è peggiorata. Abbiamo amici residenti e ci dicono che in giardino trovano vetri e bottiglie, vetri spaccati. Noi siamo la luce della città, siamo la prima campanella d’allarme se ci chiudete è anarchia totale. E’ una situazione che non può andare più avanti”.

