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Sentenza Consulta lavorazione in loco, la Uil: «Adesso non torni lo scontro tra parti in campo»

«Vorremmo capire anche cosa intendano davvero fare la Regione Toscana e le istituzioni locali per ciò che riguarda il confronto da costruire sulla legge 35 del 2015 che impatta, in maniera significativa, sulla provincia di Massa-Carrara».

MASSA-CARRARA – “Dopo le sostenute sollecitazioni che unitariamente Feneal, Filca e Fillea hanno fatto, prendiamo atto della nuova Ordinanza della Regione Toscana sul caldo nei luoghi di lavoro”. La nota stampa a firma di Franco Borghini di Uil Toscana comparto Lapideo e Miniere parte dell’ultima ordinanza della Regione per tornare a  reclamare un tavolo istituzionale permanente con Firenze. “I cambiamenti climatici – prosegue Uil -sono diventati ormai strutturali e non si può più parlare di situazione emergenziale, bensì come abbiamo avuto modo di ribadire, per la nostra organizzazione, il confronto e il monitoraggio su questi temi, come su quello della sicurezza nei luoghi di lavoro, deve essere costante e con cadenze ravvicinate. Al di là delle ordinanze e degli interventi normativi doverosi, non si può pensare che ci si possa limitare a questo, vorremmo piuttosto capire se la Regione e le istituzioni locali hanno davvero interesse a strutturare un modello di confronto permanente; lo stiamo facendo con il Comune di Carrara per quanto attiene la sicurezza sui luoghi di lavoro, in particolar modo per il comparto lapideo, ma è evidente – aggiunge Uil – che alla fine i tavoli di confronto devono portare a delle azioni da intraprendere tutti insieme per migliorare le condizioni delle lavoratrici e dei lavoratori. Vorremmo capire anche cosa intendano davvero fare la Regione Toscana e le istituzioni locali per ciò che riguarda il confronto da costruire sulla legge 35 del 2015 che impatta, in maniera significativa, sulla provincia di Massa-Carrara. Negli ultimi incontri regionali a Firenze è emersa, con chiarezza, la volontà di strutturare un percorso di concertazione tra istituzioni, associazioni datoriali ed organizzazioni sindacali per elaborare una proposta del territorio che sia in grado di cogliere gli obiettivi ambiziosi che la legge regionale ha posto al centro: occupazione, sicurezza, sostenibilità. Su questo argomento, apprendiamo dai giornali le novità emerse dall’ultima sentenza rispetto alla legge 52 del 2025 ma senza entrare nel merito delle valutazioni giuridiche, non vorremmo – paventa il sindacato -, viste le tante e variegate dichiarazioni che si sono susseguite, che si tornasse ad uno scontro infinito ed improduttivo tra i vari soggetti in campo. Questo rischierebbe di far ripiombare il territorio in un clima di tutti contro tutti ed in particolare ci farebbe perdere di vista quanto di buono, insieme, stavamo provando a costruire. Come Uil torniamo a ribadire che al centro della discussione per noi ci devono essere i lavoratori: la tutela del lavoro, la difesa della buona occupazione e il miglioramento della sicurezza. Su questi argomenti ci aspettiamo risposte chiare e chiediamo, se necessario, che siano trovati dei correttivi se qualcosa può essere migliorato. E’ questo il momento in cui le istituzioni possono diventare protagoniste attive di un percorso che abbia la forza di coinvolgere tutte le parti sociali del territorio per dare un futuro migliore alla nostra provincia, con maggiori opportunità occupazionali per i lavoratori e una migliore redistribuzione in questo delicato e fondamentale comparto”.