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«Lavorazione in loco, Massa accoglie con favore la sentenza della Consulta. Ora la Regione ripensi il no al Regolamento marmo»

«L’amministrazione Persiani continuerà a lavorare per una filiera del marmo capace di coniugare sviluppo, occupazione, sostenibilità e tutela degli interessi del territorio».

MASSA – Continua a far parlare la recente sentenza della Corte Costituzionale che ha bocciato l’obbligo, previsto dalla legge della Regione Toscana, di lavorare e trasformare almeno il 50% del marmo estratto nell’area apuo-versiliese all’interno del sistema produttivo locale (legge regionale 51/2025). Dopo il commento della sindaca di Carrara Serena Arrighi (ne abbiamo parlato qui) interviene anche il sindaco di Massa Francesco Persiani.

“L’amministrazione comunale di Massa accoglie con grande attenzione e favore la sentenza della Corte Costituzionale in materia di filiera del marmo, un pronunciamento che, ad una prima lettura, sembra confermare la legittimità dell’impianto che il Comune aveva già introdotto nel regolamento degli agri marmiferi, tramite una “corretta” applicazione e interpretazione della L.R.T. 35/2015. Già nel 2021 l’amministrazione comunale aveva infatti lavorato per costruire un regolamento capace di coniugare la tutela e la valorizzazione della lavorazione locale, della filiera corta e delle ricadute economiche e occupazionali sul territorio con il rispetto dei principi del libero mercato, evitando di introdurre storture burocratiche o rigidità tali da penalizzare il settore lapideo e le imprese. La sentenza della Consulta appare oggi indicare come quella impostazione fosse fondata e coerente con l’interesse pubblico di garantire ricadute economiche, occupazionali e sociali sul territorio da cui il marmo viene estratto. L’amministrazione approfondirà nelle prossime ore tutti gli aspetti tecnici del pronunciamento, ma ritiene importante sottolineare fin da subito come emerga con forza la centralità del ruolo dei Comuni nella gestione di una risorsa strategica come il marmo, patrimonio identitario, economico e culturale della nostra comunità. Ed è proprio su questo aspetto che rivendichiamo la potestà regolamentare del Comune, a scapito di una impugnazione avanti al Tar della Regione che oggi ci si aspetta svolga un’adeguato ripensamento, con abbandono del giudizio pendente (la Regione ha impugnato il regolamento degli agri marmiferi di Massa ndr). Il Comune di Massa continuerà a lavorare per una filiera del marmo capace di coniugare sviluppo, occupazione, sostenibilità e tutela degli interessi del territorio”.