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Baldini scuote il calcio italiano: «I lestofanti comandano il sistema»

L’ennesima mancata qualificazione ai Mondiali ha aperto un nuovo processo sulle responsabilità

ROMA – Non è passata inosservata l’ennesima uscita senza filtri di Silvio Baldini. Il commissario tecnico “ad interim” della Nazionale, intervenuto in conferenza stampa per analizzare il momento delicato del calcio italiano, ha individuato nelle figure dirigenziali una delle principali cause della crisi che da anni attraversa il movimento.

«Ci sono quelli che io chiamo lestofanti e che hanno in mano il filo di questo gioco», ha dichiarato il tecnico azzurro, lanciando una stoccata destinata a far discutere.

Parole pesanti, che vanno ben oltre la semplice critica gestionale. Baldini ha infatti scelto un termine preciso, evocativo, quasi dimenticato nel linguaggio sportivo moderno. Il riferimento non è a dirigenti incapaci o impreparati, ma a persone che conoscono perfettamente i meccanismi del sistema e che, secondo il ct, li utilizzerebbero per perseguire interessi personali.

La definizione di “lestofante” descrive infatti un individuo astuto e scaltro, capace di sfruttare la propria abilità a proprio vantaggio, spesso a discapito degli altri. Una parola che racchiude un’accusa molto più severa rispetto a termini come incompetente o improvvisato.

L’intervento di Baldini arriva in un momento particolarmente delicato per il calcio italiano. L’ennesima mancata qualificazione ai Mondiali ha aperto un nuovo processo sulle responsabilità di un sistema che fatica a produrre risultati, valorizzare i giovani e mantenere competitività a livello internazionale.

Da sempre distante dal linguaggio diplomatico che caratterizza molti protagonisti del pallone, Baldini ha scelto ancora una volta la strada della schiettezza. Una caratteristica che lo accompagna da tutta la carriera e che continua a dividerne estimatori e detrattori.

Le sue parole hanno immediatamente acceso il dibattito. C’è chi le considera una fotografia impietosa ma realistica della situazione attuale e chi, invece, le giudica eccessive. Di certo il commissario tecnico è riuscito nell’intento di riportare l’attenzione sulle responsabilità di chi governa il calcio italiano.

E mentre il confronto prosegue tra dirigenti, addetti ai lavori e tifosi, resta una domanda sullo sfondo: quanti dei problemi del nostro calcio dipendono davvero dai “lestofanti” evocati da Baldini?