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Ampliamento porto, cambio di strategia? Cgil: «Abbiamo bisogno del piano regolatore non delle crociere»

«A novembre previsti nel piano triennale delle opere 10,800 milioni per la banchina Taliercio poi spostati nel silenzio generlae su La Spezia che ha il monopolio delle risorse. Sarebbe bene aprire una riflessione»

MASSA-CARRARA – Ci potrebbe essere un cambio di strategia nella prossima politica rispetto all’economia del porto? E se abbandonassimo l’accoglienza delle navi da crociera che fondamentalmente è più utili alle politiche dello scalo spezzino, a cui torna sicuramente comodo e funzionale cedere a Carrara quelle navi che non è in grado di accogliere? Il segretario generale della Cgil di Massa-Carrara Nicola Del Vecchio, durante la presentazione del report ”La Toscana e il lavoro tradito” di Ires Toscana a Palazzo Ducale prova a suggerire la strada, anche perché, e lo sottolinea più volte, il porto ha bisogno di un piano regolatore nuovo e di superare quello attuale datato 1981. Del Vecchio pensa al travel lift, solo per fare un esempio e ricorda la crisi di The Italian Sea Group: “Rischiamo di perdere settore della nautica – fa presente -. Sul porto abbiamo necessità mettere testa a quello che ci immaginiamo possa essere una infrastruttura portuale per un travel lift – dice il sindacalista che quindi critica cercando di pungolare -oggi facciamo solo allestimento di scafi nelle aziende insediate nella zona industriale oltre l’autostrada. Fanno solo scafi in vetroresina con basso valore aggiunto della produzione. Ho fatto anche esposto per le condizioni di sfruttamento lavorativo”. Da queste premesse arrivano le conclusioni e una riflessione da parte di Del Vecchio per trovare lo spazio che gli operatori del porto chiedono ma che, sembrerebbe, stentino a ottenere tramite il regolamento portuale, a causa del nodo erosione costiera e della contrapposizione opposta dalle economie turistiche vicine (Forte dei Marmi e Marina di Massa): “All’interno della infrastruttura portuale  tutte le risposte si sono spostate su La Spezia e a Carrara niente – inizia il ragionamento il sindacalista – l’ampliamento della banchina Taliercio che si può fare senza piano regolatore portuale è rimasto senza risorse. A novembre c’erano 10,800 milioni nel piano triennale. In un primo momento era un investimento destinato al dragaggio del porto, poi si è spostato nel tempo il dragaggio e quei soldi erano stati messi per la banchina e infine nel silenzio generale sono andati su La Spezia – quindi rimarca Del Vecchio – il porto serve a tutta l’economia territoriale, al territorio serve un’alleanza territoriale  ma La Spezia ha il monopolio delle risorse e su questo va fatta una riflessione perché rischiamo di perdere un’opportunità – e prosegue concludendo -Penso al tema dell’erosione, senza approvazione del piano chi ce li mette i soldi  per l’erosione? Poi va detto che il nostro turismo delle crociere non ne ha assolutamente bisogno, per cui se è elemento di contraddizione si può dire che noi le crociere non le vogliamo. Ma per fare questo servono tavoli di confronto, dobbiamo aprire un confronto sul territorio”.