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Urne aperte a Montignoso, Pontremoli e Villafranca: ecco come si vota per eleggere i nuovi sindaci
(archivio)

Chiamati al voto oltre 21.500 elettori. I seggi sono aperti da domenica 25 maggio, dalle 7:00 alle 23:00, a domani lunedì 26 maggio, dalle 7:00 alle 15:00. Una guida pratica per non sbagliare nulla in cabina

MASSA-CARRARA – Lunedì pomeriggio, quando le urne chiuderanno alle quindici e i presidenti di seggio romperanno i sigilli, i cittadini di tre comuni della provincia di Massa-Carrara sapranno da chi saranno guidati nei prossimi cinque anni. Prima di arrivare a quel momento, però, bisogna votare — e votare bene. Perché una scheda mal compilata è una scheda che non conta. Le regole sono le stesse per tutti e tre i comuni: Montignoso, con i suoi 8.907 elettori distribuiti in 9 sezioni; Pontremoli, il più grande, con 8.518 aventi diritto e 20 sezioni; e Villafranca in Lunigiana, il più piccolo, con 4.139 elettori in 4 sezioni. In totale, sono oltre 21.500 i cittadini chiamati alle urne.

Chi sono i candidati

A Montignoso si sfidano Alberto Nardi Perna, sostenuto dalla lista “Crescere Montignoso” (centrosinistra), e Pier Giuseppe Cagetti, candidato de “Uniti per Montignoso”. A Pontremoli scendono in campo Pietro Camillo Cocchi con la lista “Cara Püntremal” (centrodestra) — che richiama il nome dialettale della città — ed Elena Battaglia con “Pontremoli Bene Comune” (centrosinistra). A Villafranca in Lunigiana, infine, si contendono la fascia tricolore Vincenzo Milazzo per “Uniti per Villafranca” e il sindaco uscente Filippo Bellesi per “Villafranca Libera” (centrodestra). In tutti e tre i casi si tratta di sfide dirette tra due soli candidati, il che semplifica la lettura della scheda ma non modifica le regole sul voto.

Cosa portare obbligatoriamente al seggio

Senza tessera elettorale e senza un documento d’identità valido non si entra in cabina. Non ci sono deroghe. Chi avesse esaurito gli spazi sulla tessera — ogni elezione consuma un riquadro — può richiedere il duplicato all’ufficio elettorale del proprio comune, che per l’occasione resterà aperto anche domenica. Quanto al documento, sono accettati la carta d’identità, il passaporto, la patente di guida, il porto d’armi, la tessera di riconoscimento rilasciata da un’amministrazione dello Stato e il libretto di pensione con fotografia. L’importante è che il documento non sia scaduto.

Come si esprime il voto

Una volta in cabina, il funzionario di seggio consegna la scheda e una matita copiativa — obbligatoria per legge; portare penne proprie è irrilevante perché non vengono accettate. L’elettore ha a disposizione diversi modi per esprimere la propria preferenza. Il più semplice è tracciare un segno — una X, un tratto — sul nome del candidato sindaco o sul simbolo della lista collegata. Il voto vale sia per il sindaco sia per la lista. In alternativa, è possibile votare solo la lista: il voto si trasferisce automaticamente al candidato sindaco a essa abbinato.

Chi vuole andare oltre può esprimere anche le preferenze per i futuri consiglieri comunali: nell’apposito spazio accanto al simbolo della lista, si scrive il cognome — oppure nome e cognome, in caso di omonimia — di uno o due candidati consiglieri. Attenzione: si possono indicare due preferenze solo se riguardano candidati di sesso diverso, in applicazione delle norme sulla parità di genere. Due preferenze dello stesso sesso rendono nulla la seconda indicazione.

Attenzione: il voto disgiunto non è ammesso in questi comuni
Non è possibile votare il candidato sindaco di una lista e indicare preferenze per una lista avversaria: la scheda sarebbe annullata. Tutti i segni devono essere coerenti con la stessa coalizione.

Quando la scheda è nulla e quando è valida

La regola d’oro è una sola: nessun segno che possa rendere il voto riconoscibile. Disegni, scritte estranee, iniziali, qualunque elemento che vada oltre le crocette previste invalida la scheda. La scheda bianca, invece, non è nulla: viene conteggiata tra i votanti, ma non assegna voti ad alcun candidato.

È valida anche una scheda con segni sovrapposti o leggermente imprecisi, purché sia chiara l’intenzione di voto. La commissione elettorale esamina ogni caso con una certa larghezza interpretativa, ma è sempre meglio non mettere alla prova la fantasia dei scrutatori.

Chi vince e quando si saprà

Nei comuni con meno di 15.000 abitanti non esiste il ballottaggio. Vince chi prende più voti, anche di un solo voto. In caso di assoluta parità — ipotesi remota ma teoricamente possibile — decide il sorteggio. Non ci sono soglie minime di partecipazione: l’elezione è valida qualunque sia l’affluenza. Lo scrutinio inizia lunedì 26 maggio alle 15:00, non appena le ultime sezioni avranno chiuso. Considerata la dimensione dei tre comuni, i risultati definitivi dovrebbero essere disponibili già nelle prime ore della serata di lunedì.

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I seggi sono accessibili anche ai cittadini con disabilità motorie. Chi ha difficoltà fisiche a recarsi autonomamente al voto può chiedere assistenza al proprio comune. Gli elettori impossibilitati a votare autonomamente in cabina possono farsi assistere da un accompagnatore di fiducia, previa autorizzazione del presidente di seggio.