Vallizeri, dalla rinascita alla promozione: parla il DS David Coppola
Il bilancio della stagione e le prospettive future del progetto sportivo del Vallizeri
ZERI– Una stagione fenomenale per il Vallizeri. La formazione lunigianese, dopo la rifondazione, ha subito centrato l’obiettivo Seconda Categoria. Dopo un avvio complicato, con cinque sconfitte nelle prime sette gare, i valligiani hanno costruito un percorso di crescita costante e convincente.
Un cammino culminato nei playoff con due vittorie nette in semifinale e finale contro Cinquale e Spartak Apuane, squadre che avevano chiuso davanti in campionato ma che hanno dovuto arrendersi alla forza del gruppo di mister Magnani.
Un finale che ha incoronato il Vallizeri, tornato subito in una categoria più prestigiosa. I meriti sono tanti: dai giocatori allo staff tecnico guidato da mister Daniele Magnani, passando per il presidente Viaggi e tutti i dirigenti. Ma tra i principali artefici c’è senza dubbio il direttore sportivo David Coppola.
Alla sua prima esperienza in questo ruolo, ha saputo costruire il giusto mix tra giocatori esperti e giovani del territorio: profili di qualità come capitan Andrea Filippi e Jacopo Manganelli, ma soprattutto tanti ragazzi locali che hanno saputo mettersi in mostra all’interno di un progetto serio e strutturato.
Proprio con il DS Coppola abbiamo parlato della stagione del Vallizeri, del futuro della squadra sia dal punto di vista della rosa che della società, con uno sguardo finale alle altre formazioni lunigianesi.
Ciao David, prima di tutto: che emozioni hai provato al triplice fischio della finale contro lo Spartak Apuane?
“Soddisfazione, orgoglio e una gioia irrefrenabile. Sono corso ad abbracciare tutti, poi mi sono seduto per un paio di minuti a centrocampo per gustarmi il momento: ho visto i miei ragazzi andare sotto la tribuna a prendersi gli applausi meritatissimi dei tifosi. Una felicità enorme, condivisa e quindi moltiplicata.”
Come è nata l’idea di far rinascere il Vallizeri? E come sei stato coinvolto nel progetto come direttore sportivo dopo tanti anni vissuti in campo da calciatore?
“La rinascita del Vallizeri è stata fortemente voluta dal presidente Maurizio Viaggi con il supporto del sindaco Petacchi. Loro mi conoscevano bene, perché ero stato a Zeri anni prima come giocatore, e pensavano potessi essere la persona giusta per ricostruire la squadra. Io avevo voglia di mettermi alla prova e questa era l’occasione giusta. Volevo un ambiente dove poter lavorare con tranquillità e libertà, e Zeri rappresentava proprio questo.”
Nonostante un inizio complicato, con cinque sconfitte nelle prime sette partite, avete sempre creduto nei play-off. In quel momento cosa ha fatto davvero la differenza: i valori umani del gruppo o quelli tecnici?
“Sicuramente i valori umani del gruppo sono stati fondamentali. I ragazzi e lo staff sono stati bravissimi a stringersi e a remare tutti nella stessa direzione. Tante squadre, dopo un avvio così difficile, si sarebbero perse, soprattutto considerando che abbiamo perso anche cinque giocatori nelle prime sette partite.”
Come siete arrivati alla scelta di mister Magnani? Che rapporto si è creato tra voi durante la stagione?
“Lo avevo avuto come allenatore a Filattiera e mi era piaciuto molto. Appena ho accettato il progetto Vallizeri l’ho contattato e sono felicissimo che abbia accettato. Mi piace perché ha passione, studia molto, non è estremista e si adatta al materiale umano a disposizione, facendo rendere al meglio tutti. Lavora molto bene anche con i giovani. Il rapporto tra noi è ottimo: ci confrontiamo quotidianamente e abbiamo grande fiducia reciproca. Oltre a lui ho chiamato due amici per formare uno staff eccezionale: Fabio Folloni come vice e preparatore dei portieri e Luca Ricciotti come preparatore atletico e recupero infortuni. Sono felice sia umanamente che professionalmente.”
Come hai convinto così tanti giocatori importanti della Lunigiana a sposare il progetto Vallizeri?
“Sinceramente non lo so nemmeno io, ma ringrazio tutti i ragazzi che mi hanno dato fiducia. Ho cercato di trasmettere loro la mia visione, il progetto e l’entusiasmo. Potevo solo spiegare cosa avevo in mente per i successivi due o tre anni. Per fortuna molti mi conoscevano e sapevano che ho una sola faccia, quindi forse è stato più facile fidarsi. Siamo partiti praticamente da zero ed è stato molto difficile costruire la squadra, soprattutto a Zeri, ma è stata una soddisfazione enorme.”
Guardando indietro alla stagione, c’è stata una partita che ha cambiato la vostra annata?
“Te ne dico due: Sporting Marina e Palleronese, entrambe fuori casa tra l’undicesima e la dodicesima giornata. Venivamo da un inizio difficile, in cui tutto ciò che poteva andare storto era andato storto. Con lo Sporting Marina è stata una buona gara, con anche un paio di episodi favorevoli che fino ad allora non erano mai arrivati: sembrava che la ruota stesse iniziando a girare. La vera svolta, però, è arrivata con la Palleronese. Dopo 90 minuti e tante occasioni eravamo ancora sullo 0-0, ma i ragazzi non si sono mai arresi e all’ultimo minuto, su un cross di Bregasi, Ruffini ha segnato il gol decisivo. Ci siamo esaltati come se avessimo vinto il campionato. Da lì in poi abbiamo svoltato.”
Qual è stata la scelta più importante fatta in estate durante la rifondazione?
“La scelta più importante da parte della società è stata chiamare me (ride NdR). Da parte mia, invece, la scelta dello staff e la capacità di restare calmo senza farmi prendere dalla fretta durante il mercato estivo, anche quando a giugno e luglio avevamo ancora pochissimi giocatori.”
Adesso che avete conquistato la Seconda Categoria, cosa dobbiamo aspettarci dal Vallizeri?
“L’obiettivo primario deve essere mantenere la categoria. Poi, strada facendo, vedremo se riusciremo ad alzare l’asticella. Il sogno sarebbe fare come la Gragnolese e centrare i playoff da neopromossa, ma bisogna restare con i piedi per terra e crescere settimana dopo settimana.”
Dal punto di vista del mercato state già lavorando? Ci puoi dare qualche anticipazione?
“Stiamo già lavorando e abbiamo parlato con diversi giocatori. Ho le idee chiare su cosa fare, vedremo se riuscirò a realizzarle. Il gruppo di quest’anno sarà confermato e inseriremo 7/8 nuovi acquisti. L’idea è quella di aggiungere giovani che possano crescere accanto ai giocatori più esperti.”
Quali saranno le priorità per affrontare la Seconda Categoria?
“Avere una rosa ampia, alzare il livello qualitativo e aumentare la concorrenza in tutti i ruoli. La priorità sarà rafforzare la squadra mantenendo lo spirito del gruppo, i valori umani e la voglia di crescere che sono stati fondamentali quest’anno.”
Cosa servirà per fare un ulteriore salto di qualità?
“Servirà crescere sotto tutti gli aspetti. A livello sportivo costruire una squadra competitiva, a livello societario aumentare la struttura dirigenziale e a livello infrastrutturale sfruttare il lavoro del Comune sul ‘Tolaro’ di Zeri. Inoltre, come società, cercheremo di migliorare anche economicamente e trovare nuovi sponsor e partner. Se qualcuno è interessato, mi contatti pure.”
Infine, un commento sulla stagione delle squadre della Lunigiana
“È stato un anno positivo per le squadre lunigianesi. In Prima Categoria la Fivizzanese ha disputato un grande campionato, complimenti a mister Duchi. Il Mulazzo, nonostante le difficoltà, ha mantenuto la categoria e sono sicuro che ripartirà più forte di prima. In Seconda Categoria, tre squadre su quattro ai playoff erano lunigianesi: complimenti a tutte, con una menzione particolare alla Gragnolese. Il Monzone, con Mastrini nel finale di stagione, ha fatto molto bene, mentre per la Villafranchese vale lo stesso discorso del Mulazzo. In Terza Categoria il Monti ha vinto il campionato in modo meritato e noi, vincendo i playoff, lo abbiamo raggiunto in Seconda. L’anno prossimo ci saranno almeno sei squadre lunigianesi nella stessa categoria: sarà bellissimo vivere tanti derby.”


