verde urbano
|San Ceccardo, scontro sulle alberature. Italia Nostra: «Al posto dei pini piantumano lecci senza ascoltare le associazioni»
«Avevamo espresso una preferenza per la soluzione combinata canfora + albero dei tulipani, ritenuta la meno critica tra quelle proposte, pur ribadendo che la soluzione ideale sarebbe stata la ripiantumazione degli alberi originari».
CARRARA – Italia Nostra Apuolunense contesta l’amministrazione sulle scelte, accusa, portate avanti senza coinvolgere l’associaizone circa la tipologia di alberatura che verrà ripristinata presso al salita di San Ceccardo, lamentando poca trasparenza. “Dal convegno sul verde urbano del 21 marzo 2025 ai successivi tavoli tecnici e incontri istituzionali – premette Italia Nostra -, l’amministrazione comunale aveva più volte richiamato i principi di trasparenza, partecipazione e collaborazione con le associazioni. Anche durante l’incontro dell’11 aprile scorso dedicato alla presentazione del Regolamento del Verde, la sindaca Serena Arrighi aveva confermato l’impegno dell’amministrazione ad attivare tavoli tecnici permanenti sui temi del verde urbano e della pianificazione degli interventi. Per questo desta oggi preoccupazione il fatto che la prima decisione rilevante successiva all’approvazione del Regolamento del Verde, relativa all’intervento di San Ceccardo, sembri essersi sviluppata senza un reale percorso condiviso e senza che siano state chiarite in modo adeguato le motivazioni delle scelte progettuali adottate. Una situazione che rischia di indebolire quel clima di fiducia, confronto e collaborazione che era stato più volte pubblicamente richiamato come metodo di lavoro. Il progetto agronomico predisposto dal dott. Piccini prevedeva tre diverse ipotesi di sostituzione delle alberature – osserva Italia Nostra -. Sembrerebbe essere stata scelta la soluzione con lecci a forma conica – fastigiati e alberi di Giuda, una proposta che desta forti perplessità sotto il profilo paesaggistico, ambientale ed ecosistemico.
Il leccio in forma conica è costituito da esemplari già modellati in vivaio per assumere una forma fastigiata. Questa scelta comporta maggiori costi di manutenzione rispetto alla varietà naturale, oltre a una crescita significativamente più lenta rispetto ai pini originari. L’albero di Giuda invece ha dimensioni più contenute e ridotta capacità ombreggiante. Come Italia Nostra – precisa l’associazione – avevamo espresso una preferenza per la soluzione combinata canfora + albero dei tulipani, ritenuta la meno critica tra quelle proposte, pur ribadendo che la soluzione ideale sarebbe stata la ripiantumazione dei pini, esclusa però fin dall’inizio dalla nostra amministrazione. Di conseguenza, sarebbe importante chiarire le motivazioni alla base della decisione di puntare su lecci a forma conica e alberi di Giuda. Dopo aver eliminato alberi di grande valore paesaggistico e ambientale, si opta a nostro avviso per una soluzione che non è in grado di sostituirne né la funzione né l’identità. La scelta dovrebbe ricadere su alberi di 1° grandezza a crescita rapida, con elevata efficacia ambientale e con buona resistenza allo stress idrico. Persistono inoltre rilevanti carenze informative sul progetto. Non è stato chiarito in alcun modo come verranno integrati e tutelati i 10 pini ancora esistenti all’interno del nuovo assetto previsto, circostanza che alimenta forti preoccupazioni circa la loro conservazione. Ribadiamo pertanto la nostra netta contrarietà a qualsiasi ulteriore abbattimento. Mancano inoltre informazioni fondamentali sui materiali previsti per i marciapiedi, sull’eventuale utilizzo di pavimentazioni drenanti e sull’esistenza di un progetto esecutivo già consultabile. Nonostante le richieste avanzate e una mail inviata all’assessore Elena Guadagni per ottenere chiarimenti e un incontro – conclude Italia Nostra – ad oggi non è pervenuta alcuna risposta. La nostra associazione esprime quindi perplessità non solo nel merito delle scelte adottate, ma anche nel metodo seguito, che appare distante dai principi di trasparenza e partecipazione più volte richiamati dall’amministrazione. Restiamo comunque disponibili ad un confronto costruttivo nell’interesse del territorio”.


