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Massa capitale del ciclismo per un giorno nel nome di Bartali: a lui dedicato un tratto della Ciclovia Tirrenica

«Oggi abbiamo reso omaggio a uno sportivo immenso anche come uomo: non ci dobbiamo dimenticare cosa ha fatto durante la guerra e cosa si è inventato per aiutare le persone». Alla cerimonia anche i campioni del passato Chiappucci e Poggiali

MASSA – Tutto è pronto sul litorale massese addobbato a festa, con fiocchi rosa dappertutto e piccole siepi in vasi sagomate da ciclista in bici. C’è fermento in città: domani arriva la tappa del Giro d’Italia, l’unica cronometro del Giro 2026: una tappa, la 10ª, lunga 42 km da Viareggio a Massa. E Massa inaugura proprio oggi il tratto di Ciclovia Tirrenica dedicata al grandissimo Gino Bartali, la leggenda del ciclismo che vinse proprio a Massa un’importante tappa nel 1937. Stiamo parlando della quinta tappa del Giro d’Italia del 12 maggio 1937, da Viareggio a Marina di Massa, proprio come domani, e passata alla storia come la prima cronosquadre del Giro. Quasi un km da Fosso Poveromo al confine con Montignoso: è il segmento che porta il nome del famoso ciclista toscano simbolo, come è stato ricordato in occasione della cerimonia di inaugurazione, di sport e di pace. Nominato Giusto tra le Nazioni, da staffetta partigiana trasportava documenti falsi nel telaio della bici salvando centinaia di ebrei. A lui Massa dedica una porzione della Ciclovia Tirrenica e lo fa ricordando lo spirito di sportivo e la grande umanità.

Lo svelamento della targa è avvenuto alla presenza di autorità, consiglieri comunali, assessori e il rappresentante del Coni Vittorio Cucurnia. Sono tante le persone che il sindaco ringrazia perché artefici di questa tappa storica del Giro d’Italia, complice un bel gioco di squadra. «Massa sarà capitale del ciclismo per un giorno – ricorda il sindaco – anche grazie al sodalizio nato due anni fa quando venne il Giro E. Ringrazio Roberto Salvador direttore del Giro E e il suo collaboratore massese Michael Giannelli: ha lavorato alacremente per questo risultato». Presenta quindi gli ospiti illustri invitati alla cerimonia: «Roberto Poggiali è uno dei corridori toscani più apprezzati della sua epoca, che vinse la prestigiosa Freccia Vallone in terra belga nel 1965. Claudio Chiappucci, soprannominato El Diablo, è stato uno dei simboli del ciclismo italiano negli anni ’90, ha conquistato il secondo posto al Tour de France nel ’90, il terzo posto nel ’91 e nel ’92, nel ’91 ha vinto la Milano-Sanremo, nel ’92 la tappa memorabile del Sestriere al Tour de France, ha indossato la maglia rosa e ha vinto tanto sia al Giro d’Italia che al Tour de France, ma soprattutto Claudio è uno di noi perché ha origini in questa terra (la mamma era di Castagnola) e poi salutiamo il giornalista massese di Rai Sport Umberto Martini». Ad accogliere ospiti e autorità, è stato allestito un angolo di marciapiede su cui corre la ciclovia con cimeli storici legati a Bartali e, qualche metro più in là, una deliziosa panchina rosa dedicata al Giro d’Italia, dono alla città dell’azienda Interwaste (azienda italiana che opera nel settore dell’ambiente e dell’ecologia) proprio in occasione del Giro a Massa.

Le iniziative per «Ginettaccio»

Ma sono diverse le iniziative intraprese da Massa per rendere omaggio al campione toscano, e illustra orgoglioso Persiani: «La tappa di domani è l’unica cronometro del Giro con 40,2 km, è denominata tappa Bartali perché lui, che ha vinto il Giro d’Italia nel ’36 e nel ’37, nel ’37 vinse la cronometro a squadre e quindi è stata definita la tappa Bartali del Giro d’Italia. Voglio ringraziare – ha proseguito nei ringraziamenti – il comitato di tappa presieduto dal capo di gabinetto Daniele Pepe e tutti i collaboratori, gli uffici, i tecnici, la polizia locale e stradale che ci permetteranno domani di vivere una giornata di festa e di sport. Saranno 200 i volontari perché questo è stato un grande lavoro di gruppo. Ricordo – aggiunge il sindaco ripercorrendo tutti gli eventi organizzati – che abbiamo portato una parte del museo Bartali di Ponte a Ema a Villa Cuturi, visitato già da centinaia di persone e che in questi giorni è aperto sempre, poi abbiamo un museo in centro, al Diocesano, di Luca Giannelli sulla storia del ciclismo: insomma abbiamo fatto tante cose dedicate a Ginettaccio e speriamo di averlo onorato». Una decisione, questa della dedica a Gino Bartali, condivisa all’unanimità in commissione toponomastica, assicura il presidente della commissione nonché assessore allo sport Roberto Acerbo.

I ricordi dei campioni

Prima dello svelamento della targa la parola è passata ai beniamini del ciclismo intervenuti alla cerimonia: «Tornare qua è sempre un piacere – commenta Chiappucci che sulle nostre strade ci si allenava parecchio, tanto da conoscerle tutte, ci confessa – anch’io ho dei bei ricordi di gara qua, a Massa ho vinto da dilettante e da professionista con la cronometro a squadre con il Giro d’Italia nel 1985». Su Bartali ha alcuni ricordi: «Non ho conosciuto Coppi (l’avversario per antonomasia di Bartali ndr) ma ho avuto l’occasione di conoscere Bartali e di parlarci all’inizio della mia carriera. È un buon auspicio e un bel messaggio per i ciclisti che passeranno di qua che vedranno finalmente anche una ciclabile dedicata ai grandi ciclisti sul lungomare, non solo in montagna».

Un legame più stretto invece è quello tra Gino e Poggiali, entrambi di Firenze: «Abitavo in lungarno e vedevo passare sempre Gino che attraversava il ponte per andare in piazza Gavinana. Poi quando ha smesso di correre io avevo 18 anni ed ero già in bicicletta, per cui cominciò a seguirmi: stava allestendo una squadra a San Pellegrino che avrebbe voluto guidare Fausto Coppi. Era il ’59, poi il 2 febbraio del 1960 Fausto morì dopo il suo viaggio in Africa e così la cosa saltò. Però con Gino ci incontravavamo spesso alle feste di ciclismo. Un mio carissimo amico – ha ricordato il ciclista – gli promise che gli avrebbe fatto un museo sotto casa sua: era Andrea Bresci e ora quel museo lo dirige il figlio Maurizio Bresci».

Anche il patron del Giro E saluta soddisfatto la targa: «Per noi del Giro E che promuoviamo la mobilità sostenibile è bello vedere la pista ciclabile, è bello vedere la dedica a uno sportivo così importante. E ci fa piacere essere riusciti a portare il Giro d’Italia a Massa». Per la provincia interviene Alfredo Camera che ha ricordato l’uomo-Bartali: «È un onore essere qua, oggi abbiamo reso omaggio a uno sportivo immenso anche come uomo: non ci dobbiamo dimenticare cosa ha fatto durante la guerra e cosa si è inventato per aiutare le persone».

Il ruolo dei cronisti e della sicurezza

Da professionista del settore, ma dalla parte dei cronisti, c’è il massese Umberto Martini: «È stato anche un atleta penalizzato dalla guerra perché lui ha vinto un Tour de France nel ’38 e uno nel ’48, quindi a distanza di 10 anni: già questo è un piccolo capolavoro e se non ci fosse stata la guerra magari ne avrebbe vinti anche molti di più. Sarà una bella giornata, vedremo passare ciclisti per tutto il giorno».

La giornata di domani sarà possibile anche grazie all’impegno della polizia stradale: «Lo sport è importante – sottolinea il questore Bianca Venezia – e la polizia farà la sua parte. In questo territorio lo sport è sentito molto e in modo particolare il ciclismo». Un amore e una passione testimoniati anche dalla considerazione del Giro per Massa. Il sindaco rivendica infatti: «Questa è la 4ª volta dall’inizio del Giro che fa tappa qua: nel ’37, nell’88, nel ’96 e nel 2026. Un bell’obiettivo, passeranno per tutto il giorno. Sulla via Aurelia passeranno per la 56ª volta che passa il Giro d’Italia su 109».